Guerra del gas ancora nell’occhio del ciclone, la Ue non si fida dell’intesa

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Le firme di Gazprm, da parte russa, e di Naftogaz, da parte ucraina, sui contratti che dovrebbero sancire se non la fine della guerra del gas ma una sostanziale tregua – il gas a Kiev sarà fornito con uno sconto del 20% sul prezzo di mercato – sono attese per oggi, quando la premier ucraina Julia Timoshenko ritornerà a Mosca per incontrarsi un’altra volta con il collega Putin. Il condizionale, ormai, è d’obbligo in una vicenda dove si annunciano accordi, che poi regolarmente saltano,m si enfatizzano intese che invece si trasformano in nuovi dissidi, ed infatti l’Unione Europea, piuttosto guardinga, è lungi dall’esultare: “Salutiamo l’annuncio di un accordo politico, ma siamo anche molto prudenti perché se ci sono stati troppi accordi cancellati e promesse non mantenute – ha ricordato la presidenza ceca di turno della Ue – ci sono state troppe false partenze in questa discussione”.

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