Il grosso della correzione dei mercati è avvenuto, a breve potrebbe iniziare la riscossa

Inviato da Riccardo Designori il Gio, 16/10/2014 - 16:23

Di seguito
pubblichiamo un approfondimento di Anthilia SGR sulle ultime giornate di
mercato caratterizzate da un'elevata volatilità. Alla base di queste turbolenze
vi sono diversi fattori: dal rallentamento congiunturale in Europa ai rischi
geopolitici fino alle aspettative sull'inflazione. A detta degli esperti di
Anthilia SGR tuttavia il grosso della correzione dei mercati dovrebbe essere
già avvenuto e per questo ritengono lecito attendersi a breve una reazione.







In questi giorni i mercati finanziari, nel loro complesso,
stanno soffrendo un brusca fiammata di volatilità, dopo un lungo periodo di
sostanziale tranquillità. Nelle ultime 48 ore si è assistito tra gli
investitori a fasi di panico e ad un crescente stato d'ansia comportamentale.


Premettendo che "panico" ed "euforia"
sono stati d'animo difficilmente controllabili e forieri di rimpianti, proprio
perché allontanano i "prezzi" dai "valori" fondamentali
delle attività, cerchiamo di dare una lettura razionale dell'improvvisa e poco
prevedibile, per velocità e consistenza, dinamica dei mercati.


Innanzitutto, stiamo osservando un progressivo
deterioramento della congiuntura economica nell'area euro - per certi aspetti
sorprendente - soprattutto dell'export, che negli ultimi 24 mesi era ripreso
con decisione. Forse l'economia globale non è in grado di tollerare il
progressivo ritiro delle misure straordinarie di stimolo monetario della banca
centrale USA e la conseguente normalizzazione della politica monetaria?


Il forte ridimensionamento delle materie prime energetiche,
petrolio soprattutto, causato da minor domanda e forte competizione sui prezzi
per l'ingresso nell'export del "nuovo" produttore US, sta
pesantemente condizionando le aspettative di inflazione (o meglio, deflazione),
ritardando quindi gli investimenti e i consumi da parte di imprese e famiglie.
Riteniamo che il tema centrale sia proprio questo: aspettative deflattive che
si autoalimentano, posticipando consumi, investimenti e crescita.


Senza dubbio anche i rischi geopolitici nell'area
mediterranea e medio orientale insistono su un aumento nel percepito di
incertezza.


Da ultimo, ma non per importanza, evidenze di conflittualità
in seno alla Banca Centrale Europea, relative alle misure di intervento a
supporto dell'economia, al ritardo nel loro dispiegamento e alla scarsa
trasparenza nel metodo attuativo, rendono più instabile il quadro generale.


Occorre tuttavia tenere in considerazione, nonostante il
deterioramento del clima:


1. l'entità delle liquidazioni di asset osservate suggerisce che il grosso della correzione del posizionamento possa essere avvenuto;


2. essendo l'atteggiamento delle banche centrali (in particolare della Banca Centrale Europea) una precisa concausa dell'attuale avvitamento, sembra lecito attendersi a breve una reazione, atta a riportare i mercati globali su un livello di attività e liquidità adatto a svolgere le loro funzioni, in particolare quella di canale di trasmissione delle politiche monetarie.

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