Grillo: Italia verso la catastrofe, occorre ristrutturazione del debito pubblico

Inviato da Valeria Panigada il Mer, 10/07/2013 - 15:46
Non c'è più tempo da perdere per salvare l'Italia dalla catastrofe. Occorrono misure urgenti e straordinarie per risolvere una situazione drammatica. E di fronte a un debito pubblico che continua a crescere al ritmo di 110 miliardi all'anno, non c'è altra scelta se non quella di ristrutturarlo, con conseguenze che graverebbero anche su altri Paesi. Ma l'alternativa non c'è, se non quella dell'emissione di eurobond. Questi, in sintesi, alcuni punti chiave del discorso pronunciato oggi da Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
  
L'allarme di Grillo
Il leader del M5S è un fiume in piena nel suo intervento al Quirinale. Secondo Grillo, occorrono misure urgenti e straordinarie", perché ormai non c'è più tempo da perdere, nemmeno un giorno, visto che "l'Italia si avvia verso la catastrofe". E' lungo l'elenco dei problemi italiani: il tasso di disoccupazione più alto dal 1977, il crollo continuo della produzione industriale, la continua crescita del debito pubblico, il fallimento delle imprese che chiudono con il ritmo di una al minuto, una delle tassazioni più alte d'Europa, gli stipendi tra i più bassi della Ue, il crollo dei consumi e l'indebitamento delle famiglie. "E' una Caporetto e sul Piave non c'è nessuno - dice Grillo - sono tutti nei Palazzi a rimandare le decisioni e a fare annunci".

Emissione di eurobond o ristrutturazione del debito
E di fronte a un debito pubblico "che ci sta divorando", Grillo suggerisce misure drastiche. "Si può rimanere nell'euro, ma solo rinegoziando le condizioni. O attraverso l'emissione di eurobond che ritengo indispensabile o, in alternativa, con la ristrutturazione del nostro debito", ha dichiarato. Secondo Grillo, non c'è scelta di fronte al continuo aumento del debito pubblico, che cresce al ritmo di 110 miliardi all'anno. "Non c'è scelta. Il debito pubblico va ristrutturato - sostiene Grillo - Una misura che colpirebbe soprattutto Germania e Francia che detengono la maggior parte del 35% dei nostri titoli pubblici collocati all'estero. Non possiamo fallire in nome dell'euro. Questo non può chiederlo, né imporcelo nessuno".
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