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Grilli: non servirà manovra correttiva. Italia fuori dalla recessione già nel secondo trimestre

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Anche se l’economia italiana quest’anno facesse peggio di quanto stimato dal governo non c’è all’orizzonte il rischio di una manovra correttiva per rispettare gli impegni presi con Bruxelles. Il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, oggi ha scacciato l’ipotesi di una nuova manovra poiché alla fine di quest’anno l’Italia perverrà al pareggio di bilancio strutturale, non quello nominale, pertanto anche in caso di andamento peggiore della congiuntura non bisognerà procedere a manovre aggiuntive, che tra l’altro andrebbero ad appesantire ulteriormente  una congiuntura già debole.

La stima del governo per quest’anno è di un calo dello 0,2% del Pil rispetto al -1% prospettato dalle ultime stime diffuse da Bankitalia settimana scorsa. Rispetto alle previsioni di Bankitalia, l’inquilino di via XX settembre, intervenuto oggi alla Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, vede una ripresa della crescita già dal secondo trimestre dell’anno anche se a ritmo ridotto.

Dal 2014 crescita al ritmo dell’1% annuo, poco per sostenere occupazione e avere sostanziale calo del debito
Grilli ha poi ha dichiarato che il tasso di crescita del Pil italiano dovrebbe attestarsi poco sopra l’1% a partire dal 2014. Ritmo di crescita che “non è sufficiente per creare posti di lavoro e ridurre sostanzialmente il debito pubblico del Paese”. Per il 2012 la contrazione del Pil, ha aggiunto Grilli, si attesterà al 2,4%.
In merito all’operato del governo tecnico, Grilli ritiene che il lavoro fatto sia stato determinante per riportare la fiducia sull’Italia, come testimoniato dal calo dello spread. Ora secondo il ministro del tesoro è il momento di diminuire la pressione fiscale e l’unica via è quella di una revisione della spesa pubblica attraverso “scelte dure per snellire il settore pubblico”.