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Grecia: ultimi sondaggi fanno sperare a maggioranza pro-austerity, euro in risalita

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Mercati azionari ed euro in ascesa in avvio della nuova ottava sulla scia dei nuovi sondaggi diffusi in Grecia che vedono tornare in testa il partito conservatore Nea Democratia, aumentando così le speranze di pervenire a un esito elettorale con maggioranza assoluta in mano ai partiti pro-austerity. Dopo la prima mezz’ora di contrattazioni rialzo di oltre l’1% per il Dax di Francoforte e il Cac 40. Progresso dello 0,95% per l’indice Eurostoxx 50. Più indietro Piazza Affari con l’indice Ftse Mib sale dello 0,48% a quota 13.217 punti. Forte recupero sul mercato valutario per l’euro che si è riportato sopra 1,26 rispetto al dollaro dopo che venerdì scorso aveva violato al ribasso quota 1,25 $ per la prima volta dal luglio 2010.
Da ricordare che oggi è prevista la chiusura per festività (Memorial Day) della Borsa di New York. In Europa chiusa anche la Borsa svizzera e quella austriaca.
Nea Democratia torna in testa ai sondaggi
A tre settimane dal nuovo appuntamento elettorale greco sembrano cambiare gli orientamenti degli elettori ellenici. Secondo tutti i sei sondaggi pubblicati ieri il partito conservatore Nea Democratia, favorevole all’applicazione del piano di austerity concordato con la troika (Ue, Bce e Fmi), risulterebbe il più votato accaparrandosi così il premio di maggioranza riservato al partito che uscirà vincente dalla tornata elettorale.
Dai nuovi sondaggi emerge un vantaggio di Nea Democratia tra lo 0,5 e il 5,7% rispetto al partito di sinistra radicale. In particolare quello condotto da Marc SA per il quotidiano Ethonos vede il partito di samaras in vantaggio del 2,2% rispetto a Syriza con una proiezione di 125 seggi in parlamento sui 300 totali. A questi si aggiungerebbero 41 seggi dell’altro partito pro-austerity, il Pasok, consentendo una maggioranza assoluta per formare un governo che porti avanti il piano di austerity. Dopo le elezioni di inizio maggio i sondaggi avevano evidenziato sempre la maggioranza delle preferenze verso Syriza, il partito di sinistra radicale che si è sempre espresso contro ì’austerity.
Samaras: con uscita dall’euro salari e valori immobiliari dimezzati in pochi giorni
Il leader di Nea Democratia, Antonis Samaras, ha rimarcato che l’uscita dall’euro comporterebbe conseguenze molto gravi per il Paese e i suoi cittadini con redditi, depositi bancari e valori di proprietà che perderebbe almeno la metà del loro valore in pochi giorni, mentre i prezzi dei generi alimentari aumenterebbero  di un quarto. “Nessuna società, nessuna economia e nessuna democrazia può tollerare un tale crollo improvviso in così poco tempo”, ha dichiarato ieri Samaras nel discorso pre-elettorale tenuto ad Atene.
Il rischio per la Grecia è che dalle elezioni del 17 giugno esca nuovamente una situazione di ingovernabilità, mentre l’emergere di una maggioranza assoluta dei due partiti pro-austerity (Nea Democratia e Pasok) aumenterebbe  la possibilità di formare un governo intento a portare avanti le misure concordate con la troika. Syriza invece continua a proclamarsi a favore della permanenza dell’euro ma intende rinegoziare gli accordi sul piano di austerity ritenuto eccessivamente gravoso.