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Grecia e Spagna spaventano ancora le Borse, euro sotto 1,27 dollari. Spread a 440 punti

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Il nervosismo regna sui mercati e gli investitori sono ormai concentrati sui due fronti caldi dell’Eurozona: la Grecia e la Spagna. Ieri sera la scure delle agenzie di rating si è abbattuta sui due Paesi: Fitch ha declassato il debito ellenico a CCC, praticamente ad un passo dal default, mentre Moody’s ha tagliato il giudizio su 16 banche spagnole, già duramente colpite in Borsa in scia al crollo di Bankia. Secondo Fitch, Atene potrebbe uscire dall’euro se le elezioni del prossimo 17 giugno non vedranno la nascita di un Governo capace di rispettare gli impegni assunti con la Troika. Moody’s ha invece gettato benzina sul fuoco sul settore bancario iberico, con il governo di Madrid che ieri ha dovuto smentire la fuga di capitali da Bankia, il quarto istituto del Paese recentemente nazionalizzato.

Un mix di notizie negative che sono state al centro della videoconferenza di ieri tra i principali leader del Vecchio Continente, tutti impegnati nel pressing sulla Germania affinché nelle politiche economiche europee si riesca a coniugare rigore e crescita. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha anche rilanciato l’idea dell’elezione diretta del presidente della Commissione europea. Ma la vera novità è stata la presa di posizione del Fondo monetario internazionale, che ha invitato la Bce ad intervenire nuovamente sui tassi d’interesse.

La crisi dell’Eurozona ha avuto riflessi immediati su tutti i mercati finanziari. I listini azionari sono ormai alla sesta seduta consecutiva caratterizzata dalle vendite. Questa mattina a Tokyo l’indice Nikkei ha lasciato sul parterre 3 punti percentuali e l’avvio di seduta delle Borse continentali è improntato al ribasso: a Francoforte il Dax cede lo 0,6%, a Parigi il Cac 40 arretra dello 0,90%, a Madrid l’IBex 35 perde lo 0,40%, a Londra il Ftse 100 lascia sul parterre lo 0,60%. Giù anche Piazza Affari, anche se con cali più contenuti rispetto alle ultime sedute: l’indice Ftse Mib cede infatti lo 0,40% oscillando sulla linea dei 13.000 punti.

Passando all’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si attesta ormai stabilmente sopra quota 400 punti base e, nei primi scambi di giornata, il differenziale ha sfiorato i 450 punti base per poi ripiegare in area 440 punti base. Sul mercato valutario, invece, il cross euro/dollaro si è portato sotto quota 1,27.