Grecia: S&P’s rivede al ribasso le prospettive sul debito pubblico

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I mercati continuano a seguire da vicino l’evolversi della situazione nei Paesi periferici. E mentre gli operatori sono in attesa di un intervento della Banca centrale europea (Bce) sui titoli di stato a breve termine di Spagna, arriva una nuova doccia fredda per la Grecia.

Ieri sera gli analisti di Standard and Poor’s hanno tagliato le prospettive del debito, portandole da “stabili” a “negative”, sostenendo che il processo di consolidamento fiscale procede troppo a rilento rispetto a quanto concordato con i creditori internazionali. Gli esperti dell’agenzia Usa hanno confermato il giudizio ‘CCC’ su Atene ma hanno avvertito che il rating potrebbe subire una ulteriore sforbiciata in scia al deterioramento della situazione economica del Paese.
 
Secondo gli analisti il Governo greco sarebbe potrebbe dover far ricorso a un nuovo sostegno finanziario da parte dell’Ue-Fmi nel corso di quest’anno. Stando alle previsioni fornite dall’agenzia Usa l’economia greca si contrarrà di circa il 10-11% nel 2012-2013, una flessione peggiore rispetto al 4-5% pronosticato da Ue-Fmi.”La profonda contrazione del Pil ellenico – si legge nella nota di S&P’s – al di là del programma Ue/Fmi e il relativo peggioramento della posizione fiscale implica un’elevata probabilità che la Grecia debba ricorrere a un ulteriore finanziamento di circa 7 miliardi di euro (3,7% del Pil) per l’anno in corso”.

Ieri, nel corso della giornata, sulla questione Grecia è tornato il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. Durante un’intervista a un’emittente televisiva tedesca Juncker ha dichiarato, parlando di una possibile uscita della Grecia dall’euro, che “dalla prospettiva di oggi sarebbe un processo gestibile” anche se “non auspicabile”.

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