Grecia: la sinistra radicale prova a formare il Governo, per la Borsa di Atene è un altro tonfo

Inviato da Alberto Bolis il Mar, 08/05/2012 - 15:58

La Grecia del post elezioni è un enigma di difficile soluzione. L'unica certezza è stato il crollo dei partiti filo-europei: Nea Demokratia e il Pasok sono passati dal 77,4% del 2009 ad un modesto 35%. E così il tentativo di Antonis Samaras, leader di Nea Demokratia, di formare il nuovo Governo è andato in fumo in meno di sei ore. Nel primo pomeriggio il presidente della Repubblica, Karol Papoulias, ha affidato un nuovo mandato ad Alexis Tsipras, il 37enne leader della formazione di sinistra radicale (Syriza) che alle elezioni ha ottenuto il 16,76%, compiendo lo storico sorpasso sul Pasok (centro-sinistra).
 
La legislazione greca prevede che la durata del mandato esplorativo abbia una durata di tre giorni e, in questo lasso di tempo, Tsipras proverà a formare un'alleanza tra i partiti di sinistra, che in campagna elettorale si erano schierati apertamente contro le riforme imposte dalla Troika in cambio del secondo pacchetto di aiuti internazionali. Anche il fronte della sinistra, secondo i calcoli elaborati da diversi quotidiani, non avrebbe i numeri per governare il Paese e così prende vita lo spettro di nuove elezioni a giugno, il mese in cui dovrebbe arrivare una tranche di aiuti da 30 miliardi di euro.

La Borsa di Atene ha subito fiutato questa eventualità: ieri l'indice Athex 20 ha ceduto circa 7 punti percentuali e oggi il tonfo è pari al 5%, con le vendite che stanno affossando in modo particolare le banche elleniche. Ieri mattina gli analisti di Citigroup avevano già dichiarato la loro sentenza: l'esito delle elezioni di ieri in Grecia fa salire il rischio di un'uscita del Paese dall'Euro nei prossimi 12-18 mesi. Per la precisione, a detta del broker statunitense, le probabilità salgono dal 50% precedente a un intervallo compreso tra il 50 e il 75%.
 
Un quadro che sta alimentando la volatilità sulle piazze finanziarie del Vecchio Continente. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib, dopo aver ceduto fino a 2 punti percentuali ed essere sceso sotto la soglia dei 14.000 punti, ha ridotto in parte le perdite e in questo momento mostra una flessione di circa 1 punto percentuale a 14.100 punti. Deboli anche le altre piazze europee: a Francoforte il Dax cede lo 0,80%, a Parigi il Cac 40 arretra dello 0,70%, a Londra il Ftse 100 perde lo 0,40%, mentre a Madrid l'Ibex 35 viaggia sulla linea della parità.

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