Grecia: si ammorbidisce posizione di Berlino, apertura a proroga piano rientro

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 22/08/2012 - 09:20
Il pressing della Grecia per ottenere più tempo per raggiungere gli obiettivi di bilancio sembra aver fatto breccia anche sui tedeschi. Inizia oggi una tre giorni essenziale per il futuro della Grecia: il premier ellenico Antonis Samaras incontrerà oggi il presidente dell' Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, domani sarà il turno del bilaterale Germania-Francia e infine venerdì lo stesso Samaras andrà a Berlino per convincere la cancelliera Angela Merkel circa la validità dell'impegno preso per risanare i propri conti. Atene si trova di nuovo con le casse vuote e cercherà di ottenere entro metà settembre lo sblocco della nuova tranche da oltre 30 miliardi di euro che permetterebbe di pagare gli stipendi della pubblica amministrazione e pensioni.
Necessità contingenti che stanno progressivamente portando la Germania ad ammorbidire la sua posizione inizialmente intransigente sui tempi di rientro del deficit greco. Il vice capogruppo parlamentare della Cdu-Csu al Bundestag, Michael Meister, si è infatti mostrato possibilista su un'anticipazione di pagamenti a patto che anche il Fmi sia favorevole e soprattutto che il rapporto della troika risulti positivo. "Non intendiamo far saltare tutto per pochi giorni - ha rimarcato l'esponente del partito di maggioranza - è nell'interesse di tutti che la Grecia resti nell'euro". Non sembra invece esserci spazio di manovra per nuovi pacchetti di aiuti ad Atene come già confermato nei giorni scorsi dai principali esponenti dell'esecutivo tedesco.

Atene confida nella proroga del piano di rientro del deficit
Oggi intanto dalle colonne del quotidiano tedesco Bild il premier Samaras ha espressamente chiesto più tempo per implementare le riforme strutturali. "Chiediamo un po' più di respiro per far girare l'economia e aumentare gli introiti statali. Più tempo non significa automaticamente più soldi", le parole di Samaras che ha sottolineato l'impegno forte nel risanare i conti con la riduzione del numero complessivo dei dipendenti pubblici, con un servizio pubblico che sarà ridimensionato e più efficiente. Samaras ha inoltre ribadito come l'uscita dall'euro rappresenta uno spettro per i greci poichè comporterebbe almeno cinque anni di recessione e disoccupazione  al 40%.
L'obiettivo di Atene è indubbiamente quello di ottenere una proroga di due anni del piano di rientro del deficit sotto la soglia del 3%. Per ottenerlo Samaras punta su un nuovo piano di tagli alla spesa da 13,5 mld di euro, due miliardi in più rispetto a quelli originariamente previsti. Piano che dovrebbe venire alla luce prima del ritorno a settembre della troika ad Atene. Una buona fetta dei 13,5 miliardi dovrebbe arrivare da una nuova manovra correttiva sulle pensioni, già ridotte del 20% negli ultimi anni.
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