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Grecia, raggiunto accordo bail out con austerity. Tagli pensioni fino al 18%, brindano i bond

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Dopo mesi di tensioni e di impasse nelle trattative, la Grecia è riuscita a raggiungere un accordo con i creditori sul piano di bailout necessario per la sua sopravvivenza.

Stando ai termini dell’accordo, il governo Tsipras darà il via a nuove riforme del mercato del lavoro e del settore energetico, non senza nuovi sacrifici da parte della popolazione:  l’intesa si tradurrà di fatto in altrettanti nuovi tagli alle pensioni e in un aumento delle tasse.

In cambio, i creditori erogheranno la successiva tranche di aiuti per un valore di 86 miliardi di euro, in base all’accordo raggiunto nell’estate del 2015.

L’intesa è arrivata dopo una notte di trattative serrate, che si è conclusa all’alba con le dichiarazioni del ministro dell’economia Euclid Tsakalotos:

“C’è la fumata bianca…le trattative si sono concluse con un accordo su tutte le questioni“. 

Il Wall Street Journal si è soffermato sui dettagli.

“In base all’accordo, la Grecia si impegna a ulteriori tagli fiscali – dopo la fine dell’attuale piano di bailout – attraverso riduzioni delle pensioni per l’1% del Pil nel 2019, e per un valore simile nel 2020 attraverso il taglio della soglia di esenzione per il pagamento della tassa sul reddito personale”.

I tagli alle pensioni sono previsti fino al 18%. Obiettivo: assicurare risparmi per un valore del 2% del Pil. Se poi Atene riuscisse a superare i target previsti, potrebbe dare il via a una serie di misure per compensare l’impatto delle politiche di austerity, magari tornando ad abbassare la pressione fiscale.

In un documento a cui ha avuto accesso Reuters, si legge che l’Fmi ritiene che, se si atterrà a quanto stabilito con i creditori, la Grecia potrà raggiungere un avanzo primario del 2,2% nel 2018, e puntare poi al 3,5% su base annua nel periodo compreso tra il 2019 e il 2021.

A questo punto, l’accordo dovrà essere approvato dal Parlamento, in tempo per il prossimo incontro dell’Eurogruppo, in calendario il prossimo 22 marzo.

Tsakalotos ha aggiunto che a questo punto la Grecia potrà iniziare a discutere la questione del perdono del debito, affermando che “non ci sono scuse” per non affrontare questa possibilità.

Con l’intesa, la Grecia evita nuovamente lo spettro del default, vista la scadenza per il pagamento di quasi 7,5 miliardi di euro di debiti, fissata per il mese di luglio.

Rabbia dai sindacati, pronti a dare battaglia alle misure. Ieri, 1° maggio, sono stati almeno 10.000 i manifestanti che hanno protestato nelle strade di Atene contro la politica di austerity. 

Sui mercati, la reazione è positiva, con i tassi sui bond greci a cinque anni scesi al 6,1% circa, al minimo dall’ottobre del 2014.  Impressionante il trend dei tassi decennali, che dal boom al 27% che ha caratterizzato il periodo più nero della crisi, sono scesi al 6%.