Grecia a un passo dal default: nessun governo tecnico, a giugno le elezioni

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Nuove elezioni ormai inevitabili per la Grecia. L’ultimo tentativo del presidente Karolos Papoulias di creare un governo tecnico è fallito: il Paese ora sembra più vicino alla bancarotta e all’uscita dall’euro. Dopo tre giorni di trattative con i principali partiti che, coalizzati, avrebbero potuto garantire la stabilità ad un possibile governo tecnico – Pasok, Nuova Democrazia e Sinistra Democratica – un portavoce ha reso nota la necessità di una nuova consultazione elettorale dopo il fallimento di ogni possibile compromesso. Domani una riunione al palazzo presidenziale deciderà la formazione di un governo ad interim. Secondo il socialista Evangelos Venizelos, gli interessi politici sono la causa del fallimento delle trattative e della nuova chiamata alle urne.

La data delle elezioni non è ancora nota ma, stando alla legge elettorale in vigore, sarà presumibilmente il 17 giugno. Stando ai sondaggi, le elezioni porteranno alla vittoria della coalizione di sinistra Syriza, guidata dal giovane Alexis Tsipras, che potrebbe ottenere il 20-23% dei consensi, ma che, per avere il premio di maggioranza (50 seggi su 300 in Parlamento) dovrebbe registrarsi come partito unico. Secondo quanto segnalato da Net Tv, domani il leader della coalizione dovrebbe incontrare ad Atene l’ambasciatore tedesco.

Syriza è fortemente contraria alle misure di austerity; nonostante quanto dichiarato ieri sera dal presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Junker sulla volontà di mantenere la grecia nell’Euro, quindi, gli aiuti concessi dall’Unione europea potrebbero essere sospesi, lasciando il Paese in preda al fallimento e all’uscita dalla moneta unica.

“L’ho scritto due giorni fa”, sottolinea l’economista Nouriel Roubini su Twitter: “elezioni, default, uscita, congelamento dei depositi, richiesta di ritorno alla dracma, deprezzamento, ritorno alla crescita e ai posti di lavoro”. E aggiunge: “Probabilmente non esiste un quadro di politiche che un governo guidato da Syriza e la troika potrebbero condividere. Quindi questo gioco del pollo porterà al default e all’uscita della Grecia“.

Opinione anticipata dagli analisti di Fitch che nei giorni scorsi hanno diffuso una nota nella quale elezioni o la formazione di un governo non in grado di attenersi ai termini richiesti dall’Ue e dal Fmi erano viste come anticipatrici di un’uscita della Grecia dall’Eurozona. In questo caso, Fitch metterebbe con buona probabilità tutti i rimanenti Paesi dell’area in Rating Watch Negative, ossia in osservazione con possibili implicazioni negative sul rating. I Paesi maggiormente a rischio sarebbero Cipro, Francia, Irlanda, Italia, Portogallo, Spagna, Slovenia e Belgio che già hanno un outlook negativo.

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