Grecia: ok piano di aiuti, ma dubbi e perplessità permangono

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 27/11/2012 - 16:01
Dopo mesi e diversi Eurogruppi sembra volgere al termine la situazione sulla Grecia. Nell'Eurogruppo di ieri sera le parti (Bce, Fmi e i Ministri delle Finanze dell'area euro) hanno raggiunto l'accordo necessario per lo sblocco degli aiuti. Il Pil dovrà scendere al 124% nel 2020 (110% nel 2022) attraverso un taglio dei tassi di interesse sui prestiti bilaterali (-1%), buy back su una parte dei titoli in circolazione, sospensione del pagamento degli oneri finanziari e allungamento di 15 anni della durata dei rimborsi.

Ma per il via libera definitivo ai 43,7 (34,4 subito, 9,3 nel 2013) miliardi di euro bisognerà attendere l'ok dei Parlamenti dei singoli Paesi che dovrà avvenire entro il 13 dicembre prossimo.

A nostro avviso i termini dell'accordo rimangono ancora molto ambiziosi. Sicuramente il capitolo non si è chiuso qui. A gennaio infatti Atene dovrà far passare la riforma sulle tasse per ottenere i 9,3 miliardi di euro previsti l'anno prossimo e non sarà un compito facile visti i disordini sociali.

Messo da parte la questione debito, la sfida più importante da vincere per Atene rimane quella della crescita. Sarà molto difficile recuperare competitività in un Paese flagellato dalle tasse, con salari molto bassi e con una disoccupazione tra le più alte d'Europa. Qualcosa farà la Bce, che potrebbe decidere di tagliare ulteriormente i tassi di interesse già nel prossimi meeting di dicembre.

Sul fronte mercati, a mezz'ora dall'apertura si prevedono indici positivi in Europa. Il Ftse Mib è atteso a +0,60%, mentre il Dax è previsto a +0,58%. Sebbene il mercato oggi possa beneficiare della news, nel breve le debolezze e i dubbi sulla sostenibilità del debito anche di altri Paesi come la Spagna potrebbero tornare a farsi sotto.

Sull'indice italiano, una buona area di supporto rimane a 15.425 punti, la cui rottura apre a discese sino a 15.150 punti. Al rialzo solo uno sfondamento deciso di 15.640 potrebbe aprire la strada ai 15.835 e successivamente ai 16.000 punti.

Scarso movimento sull'euro/dollaro, che dopo una perforazione dell'1,30 ieri sera (1,3008) ha fatto un lieve passo indietro posizionandosi su 1,2990. Probabilmente oggi il cross tornerà ad attaccare quei livelli. Sarà necessario uno sfondamento per evitare che la correzione prenda il largo. Una rottura potrebbe aprire per allunghi sino a 1,3075, dove tornerebbero i ribassisti sul cross. Al ribasso supporti importanti rimangono posizionati a 1,2830 e 1,2740.

VINCENZO LONGO
MARKET STRATEGIST
COMMENTA LA NOTIZIA