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Grecia: no alla ristrutturazione totale del debito,più concreta l’ipotesi di nuovi aiuti

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L’ipotesi di nuovi aiuti alla Grecia si fa sempre più concreta, sollevando una ventata di ottimismo sui mercati azionari del Vecchio continente. Il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha fatto sapere che l’ipotesi di ristrutturazione totale del debito di Atene verrà accantonata per privilegiare invece l’iniezione di nuove risorse. Una soluzione che verrebbe sostenuta anche dalla Germania, finora contraria a un nuovo pacchetti di aiuti. Secondo il Wall Street Journal, il governo tedesco avrebbe fatto un passo indietro per cercare di sbloccare la situazione. In scia a questi nuovi sviluppi, l’euro ha guadagnato terreno nei confronti del dollaro (+0,89% a quota 1,4415) e anche i mercati azionari viaggiano in deciso rialzo. A Francoforte il Dax avanza di oltre 2 punti percentuali, seguito dal Cac40 di Parigi, in progresso dell’1,57%. A Londra l’indice Ftse, dopo il lungo weekend, guadagna l’1,12%. Tra i titoli, sono le banche a beneficiare maggiormente del nuovo possibile scenario, con lo STOXX Europe 600 Banks in aumento dell’1,28%.


Ieri sera, durante un incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy, il numero uno dell’Eurogruppo ha dichiarato che i leader europei decideranno su un nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia entro la fine dei giugno, evitando l’ipotesi di ristrutturazione totale del debito. Secondo gli esperti, servirebbero nuove risorse per 60-70 miliardi di euro. Tuttavia, il piano di privatizzazioni messo a punto dal governo greco settimana scorsa e il rafforzamento delle strette di bilancio dovrebbero coprire circa la metà di questi fondi, riducendo così a 30-35 miliardi di euro l’ammontare dei nuovi finanziamenti.

Anche la Germania, finora contraria ad aprire ancora i rubinetti, avrebbe mostrato una maggiore disponibilità. Secondo il Wall Street Journal, il governo tedesco sta valutando di abbandonare la sua proposta di ristrutturazione soft del debito greco (che prevede il coinvolgimento su base volontaria dei creditori privati della Grecia in un piano di allungamento delle scadenze dei bond ellenici), per abbracciare quella di nuovi aiuti. La sua proposta originaria non era stata ben accolta dalla Banca centrale europea che si era fortemente opposta ad una soluzione di questo tipo in quanto fortemente destabilizzante per tutta l’area euro. Ora la nuova posizione della Germania potrebbe facilitare la concessione di un nuovo pacchetto di aiuti e sbloccare così la situazione.


Un eventuale nuovo piano di aiuti alla Grecia sarà comunque discusso solo dopo il termine della missione in Grecia della troika. Per il momento i colloqui tra il premier greco, George Papandreou, con i rappresentati di Ue, Fmi e Bce proseguono ad Atene. Il confronto è cruciale per ottenere il via libera al finanziamento della quinta tranche da 12 miliardi di euro, del programma di aiuti da 110 miliardi concesso un anno fa. É importante che venga raggiunto un accordo sul nuovo piano greco in quanto la concessione della tranche del Fmi sarà possibile solo se sarà garantito il rifinanziamento nei prossimi 12 mesi. In caso contrario i Paesi dell’area euro dovranno accollarsi anche la quota spettante al Fmi. Il governo greco nei prossimi giorni renderà noto il nuovo piano di austerità che contribuirà a ridurre il deficit pubblico e ottenere un nuovo prestito.


Secondo il ministro delle Finanze, George Papaconstantinou, le trattative potrebbero concludersi già mercoledì. Altre indiscrezioni parlano invece di una conclusione delle discussioni alla fine della settimana. “Con la decisione della troika alla fine della settimana, l’Eurozona si prepara a un altro drammatico mese”, commentano oggi gli analisti di Ing, secondo cui la soluzione più probabile che giungerà da questi incontri sarà un ulteriore prestito alla Grecia. “Tuttavia, saranno richiesti maggiori vincoli, in quanto i leader europei non sembrano più disposti a supportare il Paese ellenico senza garanzie alte”, precisano gli esperti. Secondo Ing, il programma di privatizzazione da 50 miliardi di euro farà guadagnare tempo ma non rappresenta in sè una garanzia per il successo, in quanto il rapporto debito-Pil diminuirà molto gradualmente e il problema dell’insolvenza rimarrà. Una ristrutturazione del debito greco quindi rimarrà ancora sul tavolo.


E proprio in tema di garanzie, è probabile che si rafforzerà il controllo esterno sul governo greco. Secondo alcune indiscrezioni, i nuovi aiuti verranno concessi a patto che verrà accettata da Atene una forte presenza delle istituzioni europee e internazionali sulla sovranità economica del Paese. Ue e Fmi infatti vogliono garantirsi che la Grecia effettivamente proceda come da copione al piano di privatizzazione e rispetti l’austerità di bilancio.