Grecia: nessun accordo sulle pensioni, convocato Eurogruppo di emergenza alle ore 18

Inviato da Floriana Liuni il Gio, 09/02/2012 - 10:21
Sembra arrivata finalmente ad uno sbocco la trattativa per la soluzione del debito greco. In nottata il governo di Atene e la troika composta dai commissari Ue, Fmi e Bce hanno raggiunto un accordo su tutti i punti, tranne su quello delle pensioni. Una risposta dovrà comunque essere data questa sera alle 18: per quell'ora infatti è convocato l'Eurogruppo dei ministri delle finanze degli Stati membri dell'Unione.
 

Due settimane per trovare 300 milioni di euro

E' di questa mattina la notizia che la troika avrebbe lasciato altri 15 giorni di tempo ad Atene per riuscire a trovare i 300 milioni di euro mancanti per poter chiedere gli aiuti internazionali da 130 miliardi, e che Papademos contava di trovare attraverso drastici tagli (il 15%) alle pensioni minime e a quelle integrative. Un taglio giudicato inaccettabile dai rappresentanti dei tre partiti che sostengono il governo tecnico di Atene. Soluzioni alternative dovranno quindi essere esplorate; in mattinata si svolgerà una conference call tra Papademos e i leader dei partiti, durante la quale presumibilmente si farà il punto di quanto resta da fare.
 

Grecia: le misure di austerity

Quanto al resto dei tagli, i punti delle misure di austerity sono stati fissati: le prime misure riguarderanno drastici tagli agli stipendi della pubblica amministrazione (il 20%) e alle pensioni dei dipendenti. Il personale delle pubbliche amministrazioni sarà notevolmente ridotto, anche in conseguenza dell'eliminazione di 57 Province, sostituite da 13 "macroregioni", e del calo dei 1057 Comuni a 325. Diverse scuole e uffici pubblici, inoltre, verranno accorpati. Verranno ridotte le agevolazioni fiscali, aumenteranno Iva e accise sulla benzina, sarà introdotta l'Ici sulla casa. Entro il 2012, inoltre, è previsto un piano di privatizzazioni da 50 miliardi di euro e tagli alla spesa sanitaria e alla difesa. Tutte queste misure valgono un taglio da 325 milioni di euro, e dovrebbero portare il rapporto debito/Pil al 120% nel 2020.
 

La Bce rinuncia a 11 miliardi. Eurogruppo alle 18

Anche la Bce è pronta a fare la sua parte. Oggi alle 14.30 il governatore Mario Draghi annuncerà la nuova decisione sui tassi, attesi fermi all'1%, e probabilmente accennerà alla misura pro-Grecia che consisterebbe da parte della Bce nel rinunciare agli 11 miliardi di euro di guadagno (stimati dal Wall Street Journal) che otterrebbe dalla differenza tra il valore nominale dei titoli ellenici che possiede e il valore scontato a cui li ha acquistati. I titoli verrebbero ceduti al Fondo Salva Stati EFSF, che ne girerebbe poi l'importo equivalente alla Grecia in termini di aiuto per la riduzione del debito.
Dopo il discorso di Draghi, alle 18, verrà convocato l'Eurogruppo, indetto d'emergenza dall'Unione Europea. Durante la riunione potrebbero tirarsi le somme delle misure greche, nel caso si vedesse la luce in fondo al tunnel, oppure si potrebbe ulteriormente sottolineare la pressione su Atene per una soluzione rapida. "L'Eurogruppo prenderà una decisione positiva - è l'auspicio del ministro delle finanze greco Evangelios Venizelos - per il nuovo programma dal quale dipende la sopravvivenza del Paese per gli anni a venire e la sua permanenza nella zona dell'euro".

COMMENTA LA NOTIZIA