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Grecia: Moody’s taglia il rating di ben tre gradini, il default è ad un passo. Borse giù

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Le agenzie di rating continuano a tartassare la Grecia nonostante il nuovo piano salva Atene da 160 miliardi di euro, varato giovedì scorso a Bruxelles dai capi di Stato e di Governo dell’Eurozona. Un programma che, rispetto a quello da 110 miliardi di un anno fa, vedrà anche il coinvolgimento dei privati per circa 40 miliardi di euro. La novità principale, però, è da trovare nella maggiore flessibilità del Fondo salva Stati che potrà intervenire sul mercato secondario consentendo di agire rapidamente in caso di pressioni sui titoli di Stato dell’area euro.
 
Nemmeno il tempo di digerire il nuovo piano che questa mattina è arrivata la scure di Moody’s. L’agenzia di valutazione ha infatti declassato il giudizio sul rating di Atene di ben tre gradini portandolo a Ca dal precedente Caa1, ad un passo dalla soglia fissata per il default. La decisione riflette il possibile default del Paese nonostante il nuovo pacchetto di aiuti arrivato appunto durante la scorsa settimana. In un comunicato, Moody’s ha precisato che i possessori privati di debito greco sono ora “virtualmente certi che incorreranno in perdite”.


In sostanza, secondo gli esperti dell’agenzia americana, il Paese ellenico non sarà in grado di rimborsare del tutto i suoi creditori privati. Venerdì scorso era toccato a Fitch esprimersi sul debito greco. La sorella di Moody’s aveva infatti annunciato che il rating di Atene verrà messo in “restricted default”. Dopo che il default sarà risolto verrà assegnato un giudizio “post-default”. Il giudizio “restricted default” viene assegnato solitamente da Fitch quando l’insolvenza non sfocia in bancarotta e  “il nuovo rating si attesterà probabilmente nella parte bassa dello speculative-grade”, aveva specificato l’agenzia.

La decisione di Moody’s e il mancato accordo tra repubblicani e democratici sul debito Usa, con gli investitori che si aspettavano una scelta definitiva nel fine settimana per scongiurare il pericolo di uno storico default, hanno aumentato la pressione sulle principali piazze finanziarie del Vecchio Continente. A Francoforte il Dax cede lo 0,42%, a Londra il Ftse 100 arretra dello 0,52% e a Parigi il Cac 40 perde lo 0,75%. Fa peggio Piazza Affari, dove il Ftse Mib cede circa l’1% a 19.275 punti e il Ftse All Share arretra dello 0,99%v a quota 19.964.