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Grecia mette in vendita i suoi beni per scongiurare il fallimento

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Un piano da lacrime e sangue per evitare la bancarotta. Dopo un incontro straordinario dei ministri durato sette ore, la Grecia ha messo a punto un piano di privatizzazioni da 50 miliardi di euro in quattro anni, con la messa in vendita di alcuni “gioielli” del Paese. Il tutto per incassare la quinta tranche da 12 miliardi di euro del piano di salvataggio concesso un anno fa da Ue e Fmi, ed evitare così il fallimento. Atene sembra non avere nessuna intenzione di mollare e cedere all’ipotesi di una ristrutturazione del debito, che toglierebbe ulteriore fiducia al Paese già duramente colpito dai giudizi delle agenzie di rating. L’ultima sforbiciata è arrivata venerdì scorso, quando Fitch ha ridotto il giudizio sulla Penisola greca a B+ dal precedente BB+ con credit watch negativo, aumentando la probabilità di un ulteriore taglio a breve.


Ieri sera, ad Atene il Consiglio dei ministri riunito in sede straordinaria sotto la guida del premier, George Papandreou, si è concluso mettendo sul tavolo un piano di privatizzazione da 50 miliardi di euro, che verranno incassati da qui al 2015. Verranno ceduti subito, entro il 2011, le partecipazioni detenute nell’azienda tlc Ote Telecom e della banca postale (Post Bank) quotata sulla Borsa di Atene di cui lo Stato ellenico detiene il 34%. Ma non solo. Verranno messi in vendita anche i porti del Pireo e di Salonicco e sempre a Salonicco si vedrà la messa all’asta della municipalizzata dell’acqua. Infine, verrà istituito un fondo sovrano per gestire la cessione degli asset pubblici, il cui valore è stimato intorno ai 280-350 miliardi di euro.

Il nuovo piano servirà nell’immediato a coprire un buco da 6,5 miliardi di euro e ridurre il deficit al 7,4% entro il 2011. Un obiettivo ambizioso visto che il rapporto deficit-Pil nel 2010 è già sforato attestandosi al 10,5% invece che al 9,5%. Ma è comunque un tentativo per evitare soluzioni peggiori, come la ristrutturazione del debito, e un passo cruciale per ottenere la quinta tranche dell’aiuto da 110 miliardi di euro (80 dall’Eurozona e 30 dal Fmi) concesso un anno fa e scongiurare così il fallimento.


Oggi il premier greco incontrerà i leader dell’opposizione per raggiungere un’intesa comune. Ma l’ultima parola spetterà al Parlamento settimana prossima quando dovrà approvare il piano di privatizzazioni. In quell’occasione verranno svelati i dettagli del piano, che dovrebbe prevedere nuovi tagli agli stipendi pubblici, con il possibile licenziamento degli esuberi, e maggiori tasse sui consumi.