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Grecia: per Hsbc non c’è fretta per imbastire nuovi aiuti sotto l’Acropoli, ecco perché

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Il piano di aiuti da 110 miliardi di euro concesso alla Grecia è corretto, però deve essere attuato senza deviazioni. Questa è stata la risposta dei rappresentanti della troika – Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea – ai parlamentari del Pasok e di Nea Dimocratia nel corso di un loro incontro con la Commissione Parlamentare per gli Affari Economici al quale non hanno voluto partecipare i parlamentari dei due partiti di sinistra, il Partito Comunista di Grecia e Syriza. “Il punto importante è che l’esplicito mandato dall’Europa a supportare la Grecia è stato messo in piedi rapidamente. L’apparente determinazione della Germania per essere sicura che il settore privato non diventi un fardello pubblico prima di ricevere ulteriore assistenza suggerisce una nuova ondata di volatilità”. Questa la posizione di Janet Heny di Hsbc. “La Grecia tra l’altro non ha immediata necessità di fondi dal momento che metà degli originari 110 miliardi ricevuti non sono ancora stati utilizzati – spiega l’esperto – . Ci sono ancora fondi sufficienti nell’attuale EFSF per aumentare la potenza di fuoco per la Grecia, quando dovesse averne bisogno”.

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