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Grecia e Fiscal cliff preoccupano gli operatori: segno più per dollaro e yen

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Le tensioni innescate dall’accordo salva-Grecia e le dichiarazioni del senatore democratico Harry Reid favoriscono il ritorno dell’avversione al rischio. Con il “fiscal cliff” che si fa sempre più probabile, ieri Reid ha dichiarato che sono stati fatti “pochi progressi con i Repubblicani” nei negoziati per scongiurare il precipizio fiscale, gli operatori si stanno spostando verso le valute rifugio.

Dopo aver toccato poco fa un minimo a 1,2879, in questo momento l’eurodollaro quota di poco sopra 1,29 a 1,2902 mentre il cambio con lo yen scende dello 0,7% a 105,48. Per quanto riguarda il primo cross, “possiamo attenderci -si legge nella nota preparata oggi dagli analisti di Fxcm- tentativi di rottura ribassista che potrebbero diventare definitivi una volta superato 1,2860”.

In linea con queste stime le considerazioni di Filippo Diodovich, analista di IG. “Riteniamo che flessioni fino sul supporto a 1,2876, massimo del 7 novembre e 38,2% del ritracciamento di Fibonacci dell’ascesa messa a segno da metà novembre, resterebbero ancora compatibili con l’ipotesi di realizzazione di un ulteriore segmento rialzista”. “Sotto 1,2876 -continua l’esperto-sarà possibile assistere invece a una flessione fino a 1,28, ultimo appiglio utile per scongiurare una caduta fino sul sostegno di medio periodo a 1,2662”.

La divisa nipponica guadagna terreno anche rispetto al biglietto verde riportando il cross in quota 81,68 yen, il livello minimo da una settimana. “Sembrerebbe che il mercato voglia prendere profitto dalle posizioni short sullo yen”, ha detto Valentin Marinov di Citigroup.

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