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Grecia: esito elezioni favorevole, ma rimangono molti ostacoli da superare (analisti)

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La Grecia sceglie di rimanere in Europa. Le tanto attese elezioni elleniche che si sono svolte ieri hanno visto vincere il fronte pro euro. Nel nuovo Parlamento ellenico, la maggioranza relativa dei seggi va a Nea Demokratia (centrodestra) con il 29,66% dei voti, seguito da Syriza 26,7% e Pasok, 12,4%. Grazie al premio di maggioranza ottenuto dal partito guidato da Antonis Samaras, una possibile coalizione ND-Pasok conterebbe 162 seggi in Parlamento, contro i 151 necessari per avere la maggioranza. Alla luce di questo risultato gli analisti sostengono che c’è ancora molto da fare.

L’esito di questa tornata elettorale è favorevole per il futuro dell’euro e dell’intera zona euro. Ma come si evolverà la situazione? Secondo gli analisti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo “la situazione è meno semplice di quanto appaia”. Gli ostacoli infatti non mancano. ND ha riproposto la formazione di un governo di salvezza nazionale, immediatamente respinta da Syriza, che vuole rimanere all’opposizione. Anche il Pasok ha manifestato la preferenza per un governo a responsabilità condivisa (cioè inclusivo di Syriza), e ha proposto che si proceda immediatamente a consultazioni guidate dal presidente Papoulias. In alternativa, potrebbe limitarsi ad offrire appoggio esterno. L’altro partito che potrebbe teoricamente sostenere il governo è Sinistra Democratica, 17 seggi; come il Pasok, però, anche questa formazione è molto condizionata dalla paura di cedere altri consensi a Syriza.
“Sarà importante fare presto – affermano da Intesa Sanpaolo – perché il governo sarà presto a corto di cassa. Ma anche la rapida formazione di un nuovo Governo, pur allontanando lo spettro di un disastro a breve scadenza, non potrà garantire con certezza assoluta che il Paese possa raggiungere i difficili obiettivi in termini di deficit e debito pubblico posti dalla troika: la recessione economica che la Grecia sta sperimentando è così pesante che il piano di aiuti e il programma fiscale dovranno sicuramente subire delle variazioni”.

Sulla lunghezza d’onda i commenti che arrivano dagli analisti di Cmc Markets, secondo i quali “nonostante la vittoria relativa delle forze che sostengono l’euro, le sfide ancora aperte in Grecia restano enormi e la sensazione più diffusa è che il giorno del giudizio sia solo rimandato”.

In una nota giornaliera gli analisti di Fxcm sostengono che “dal punto di vista della reazione dei mercati, esse sono state in linea con quanto le correlazioni ci stanno mostrando da tempo, con l’euro top performer, mercati asiatici in rialzo, dollaro venduto quando il rischio sale e petrolio che ha seguito i movimenti”.
Drachmageddon Avoided?
Drachmageddon Avoided? Questo l’interrogativo che si pongono i specialisti di Morgan Stanley nella nota odierna. “Le elezioni greche sono state, simbolicamente, anche un referendum sulla permanenza di Atene nella zona euro – sostiene il broker- Abbiamo sempre pensato che in gioco non ci fosse solo il futuro della Grecia. La ramificazione di un’uscita, per l’intera eurozona, sarebbe stata maggiore rispetto a quanto anticipato dai mercati”. E oggi, a distanza di oltre 40 anni, le parole pronunciate da John Connally, segretario al Tesoro Usa, “Il dollaro è la nostra moneta ma è il vostro problema” sembrano risuonare ad alta voce – in un contesto diverso – nei circoli politici europei di oggi. Per gli esperti “non molto è stato risultato in una prospettiva di medio termine”.