Grecia ed Eurobond i temi caldi dell'Ecofin. Geithner in pressing per rafforzare Efsf

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 16/09/2011 - 11:04
Oggi i riflettori del mercato nuovamente puntati ai possibili sviluppi della crisi greca. L'agenda prevede il vertice Ecofin, il consiglio composto dai ministri dell'Economia e delle Finanze, che si concluderà e sarà  preceduto come di consueto dalla riunione dell'Eurogruppo. Oltre ad un aggiornamento sulla crisi greca e sulle misure adottate dal governo ellenico per raggiungere gli obiettivi di risanamento del bilancio, verranno valutate alcune proposte per aumentare il grado di autonomia ed efficienza della governance dell'Unione.
 
Da Wroclaw (Polonia) sono già arrivate le prime dichiarazioni con la Finlandia che è ottimista su un accordo per le garanzie aggiuntive richieste dal Paese scandinavo per gli ulteriori prestiti ad Atene. "Negozieremo su questo tema ma non credo si possa arrivare a una soluzione già oggi", ha rimarcato il ministro delle Finanze finlandese Jutta Urpilainen.
 
Il ministro delle finanze belga, Didier Reynders, ha ribadito la necessità di rafforzare l'integrazione delle politiche di bilancio "anche cambiando il Trattato se necessario" e incominciare a lavorare anche sull'eventuale funzionamento di un eurobond comune. La scaletta degli argomenti di oggi dovrebbe quindi annoverare anche la questione Eurobond dopo che la Commissione Ue nei giorni scorsi ha preannunciato che a breve saranno presentare alcune proposte per l'emissione di obbligazioni dell'eurozona. Opzione Eurobond che vede ancora fermamente contraria la Germania
Presente anche il segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner. Secondo fonti riportate da Reuters Geithner avrebbe  sollecitato i ministri delle finanze dell'eurozona a usare la leva finanziaria per potenziare il fondo di salvataggio Efsf. Ieri era circolata l'indiscrezione circa il sollecito degli Usa ai vertici Ue di studiare un meccanismo simile a quello del Talf per ampliare il raggio d'azione dell'Efsf.

L'euro ritraccia, Pimco lo vede scendere fino a 1,2 $
In ribasso oggi le quotazioni dell'euro dopo l'euforia della vigilia. Il cross euro/dollaro viaggia a quota 1,38, in calo di circa mezzo punto percentuale anche l'euro/yen sotto quota 106. Scott Mather, responsabile della gestione del reddito fisso di Pimco, il principale gestore obbligazionario al mondo, ha detto in un'intervista al wall Street Journal che l'euro precipiterà a 1,20 contro il dollaro nel giro di tre-sei mesi.

La moneta unica europea aveva ricevuto ieri un'importante spinta dall'annuncio dell'azione coordinata delle principali banche centrali a sostegno della liquidità degli istituti europei. La Bce effettuerà, in coordinamento con le altre banche centrali (Fed, BoE, BoJ, SNB), operazioni di finanziamento in dollari a tre mesi. Le operazioni avverranno a tasso fisso e in 3 occasioni nel corso del quarto trimestre dell'anno.  La prima operazione è prevista il 12 ottobre, la seconda il 9 novembre e la terza il 7 dicembre. "L'introduzione di operazioni di liquidità in dollari nell'ultimo trimestre dell'anno riflette il recente aumento delle tensioni nel finanziamento a lungo termine in dollari - commentano gli analisti di Barclays Capital- e ha lo scopo di ridurre le tensioni nella parte finale dell'anno, periodo in cui la domanda di liquidità è stagionalmente alta".
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