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Grecia, dopo elezioni per analisti spread potrebbe scendere da 700 a 500 basis points

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Tanto rumore per nulla. Il risultato delle elezioni greche confermano Syriza primo partito con circa il 35% dei voti e 145 seggi, e il suo leader Alexis Tsipras vincitore per la seconda volta in otto mesi. Gli ex alleati di governo nazionalisti Greci Indipendenti di Panos Kammenos avrebbero il 3,7% e dieci seggi. I due partiti riproporranno quindi l’alleanza di gennaio, forti di una nuova maggioranza di 155 seggi su 300. Su tutti è prevalso il partito degli astensionisti, che ha superato per la prima volta nella storia il 50%. “Queste elezioni non hanno cambiato lo scenario – spiega Gian Paolo Bazzani, amministratore delegato di Saxo Bank Italia – Tsipras formerà un nuovo governo con i vecchi alleati e dovrà sedersi a un tavolo per trattare il rientro di 86 miliardi di prestiti”.
 
Piccola iniezione di energia
 
Le Borse festeggeranno l’esito delle elezioni greche con una piccola iniezione di energia. “Poca cosa visto che il focus è ormai spostato su ben altre questioni, come il rallentamento cinese, l’emergenza immigrazione in Europa, la pressione sulle materie prime e soprattutto l’incomprensibile strategia della Federal Riserve. Diciamo che i mercati considerano questo evento semplicemente un problema in meno”, è il commento di Gian Paolo Bazzani, amministratore delegato di Saxo Bank Italia. Che aggiunge: “E’ però possibile che lo spread della Grecia, che si attesta intorno a 700 punti base, possa ridursi a breve termine a 600, per poi scendere a 500 punti“. “Il risultato delle urne greche viene accolto da un mondo con altro per la testa – conferma Franco Bruni, vicepresidente dell’ISPI e professore ordinario di Teoria e politica monetaria internazionale all’Università Bocconi di Milano – Ciononostante la questione greca resta di grande rilievo politico, soprattutto per l’Europa A ben vedere, gli errori della “troika” nel trattare l’aggiustamento greco negli scorsi anni, sono stati in primo luogo politici: sono state prescritte ricette economiche insostenibili per chiunque, e di conseguenza: sbagliate, come quando si decise di insistere a imporre violenti aggiustamenti sul mercato del lavoro prima di pianificare gli investimenti e riorganizzare la competizione e la competitività dei mercati dei beni, costringendo a una drastica svalutazione interna un’economia con inadeguate capacità di produrre ed esportare”. 
 
Sconfitti i partiti anti-euro
Gli osservatori internazionali sono inoltre molto incuriositi dal fatto che il popolo greco ha confermato il governo che ha previsto la chiusura per settimane delle banche, confermando il leader che ha siglato un accordo molto duro con Bruxelles. “La Grecia era tecnicamente fallita – commenta Bazzani – i ritardi e l’iniezione di denaro  abnorme hanno avuto l’obiettivo di spostare il debito greco dalle banche tedesche e francesi in primis alla Bce e Fondo monetario e ai governi. In altre parole, hanno reso pubblico un debito essenzialmente privato”. Le uniche note positive, secondo Balzani, sono di tipo politico: la prima è la sconfitta degli estremismi sia di destra che di sinistra, e in generale dei partiti anti-euro. “La sconfitta dei partiti estremisti in un Paese così dilaniato è un segnale molto forte di affezione nei confronti dell’Europa unita”, conclude Balzani.