Grecia: chiusa la televisione e radio di stato. A casa tutti i dipendenti

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La crisi non molla la presa in Grecia, che si trova costretta a chiudere la televisione e la radio pubblica. Il governo greco ha annunciato la chiusura della Hellenic Broadcasting Corporation (ERT), l’equivalente dell’italiana Rai, lasciando a casa tutti i dipendenti (quasi 2.800) e innescando proteste fuori dalla sede. 
La decisione è stata annunciata ieri dal portavoce del governo, Simos Kedikoglou, e le trasmissioni sono state interrotte durante la notte di martedì. I canali sono stati oscurati e il ripetitore principale situato su una montagna vicino ad Atene sarebbe stato disattivato dalla polizia, secondo alcune indiscrezioni di stampa. La decisione rientrerebbe nel programma di privatizzazioni delle aziende a partecipazione statale concordato con la troika per riequilibrare i conti pubblici e ripagare gli aiuti. 
Secondo il governo, la ERT era un pozzo senza fondo che non poteva essere più mantenuto, soprattutto in tempi di austerità in cui tutti operano tagli: costa 300 milioni di euro all’anno, grazie al canone che i greci versano attraverso la bolletta elettrica, e il suo personale è ben più numeroso rispetto alle altre tv. Il portavoce Kedikoglou ha fatto sapere che l’emittente sarà sostituita entro alcuni mesi da una struttura più snella e moderna ma non di proprietà dello Stato.  

L’MSCI riduce lo status del Paese a mercato emergente 
Nel rapporto di revisione degli indici, l’MSCI, il gruppo Usa fornitore di servizi finanziari, ha ridotto lo status della Grecia da Paese sviluppato a mercato emergente. Secondo l’MSCI, la Grecia non è riuscita a soddisfare i criteri minimi richiesti, soprattutto in materia di prestito titoli e di strumenti di prestito, vendite allo scoperto e trasferibilità. Una simile retrocessione era stata decisa lo scorso marzo da Russell Indexes, dopo un processo di tre anni di revisione del rischio di mercato “in cui la Grecia non soddisfaceva più i criteri di rischio macro tipici di un mercato sviluppato e invece soddisfaceva i criteri di classificazione per l’inclusione nei mercati emergenti”. Anche l’index provider Ftse avrebbe messo sotto revisione il mercato azionario greco per un possibile downgrade a mercato emergente.