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Grecia: balletto di cifre sui nuovi tagli in arrivo, pronti 13,5 miliardi. Samaras chiederà 2 anni in più per rientro deficit

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La Grecia torna sotto i riflettori. Il governo di Atene è impegnato in una corsa contro il tempo per mettere assieme un nuovo pacchetto di tagli alla spesa pubblica che permetta di far entrare nelle casse dello Stato la nuova tranche di aiuti prevista per metà settembre. E qui inizia il balletto di cifre. Il piano dell’esecutivo guidato da Antonis Samaras doveva inizialmente prevedere tagli per 11,5 miliardi di euro, mentre questa mattina la stampa ellenica parla di 13,5 miliardi di euro.

Una somma consistente che dovrà convincere il trio Ue-Bce-Fmi a sbloccare entro metà settembre la nuova tranche da oltre 30 miliardi di euro per permettere ad Atene di pagare stipendi della pubblica amministrazione e pensioni. Stipendi e pensioni che saranno con ogni probabilità le prime voci a finire nuovamente sotto la scure dei tagli. Secondo indiscrezioni di stampa, infatti, una buona fetta dei 13,5 miliardi dovrebbero arrivare da una nuova manovra correttiva sulle pensioni, già ridotte del 20% negli ultimi anni.

Altre risorse dovrebbero essere ricavate dal taglio di qualsiasi forma di tredicesima/quattordicesima dei dipendenti pubblici e da un sostanziosa diminuzione del numero dei lavoratori della pubblica amministrazione. L’ennesima cura “lacrime e sangue” con cui Samaras tenterà venerdì di convincere Angela Merkel a spostare di due anni (dal 2014 al 2016) la tabella di marcia per centrare gli obiettivi di bilancio.

Due anni in più per cercare di portare il deficit di Atene sotto il 3% del Prodotto interno lordo. Un’impresa che resta quasi impossibile per un Paese che dall’inizio della crisi ha registrato un crollo del Pil pari ad oltre 17 punti percentuali e un’impennata della disoccupazione al 23%.