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Grecia: analisti JW Partners scettici su piano di garanzia paneuropea dei depositi

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La coda agli sportelli di Grecia e Spagna sta preoccupando le autorità politiche e finanziarie del Vecchio Continente ed è per questo che sempre più spesso si parla di piani per una garanzia pan-europea dei depositi che richiederebbe però anche una centralizzazione dei controlli sulle banche e una rinuncia all’influenza sul sistema bancario nazionale. Secondo gli analisti di JW Partners si tratta di un scelta non facile ma probabilmente indispensabile per impedire una crisi di sfiducia potenzialmente letale nei confronti del sistema bancario di una singola nazione (la Spagna quella che al momento appare più in difficoltà da questo punto di vista). Ma il problema non è solo quello di garantire la solvibilità di una banca nei confronti dei suoi depositanti ma anche e soprattutto quello di convincere che le nazioni più deboli non usciranno dall’euro e che se questo accadrà alla Grecia sarà assolutamente un caso unico e irripetibile. JW Partners evidenzia che in passato più di una volta si sono prese decisioni che hanno sottovalutato le conseguenze (di breve): lasciar fallire Lehman Brothers e ristrutturare il debito greco in mani private senza predisporre un firewall adeguato sono i due esempi recenti che tutti ricordiamo. JW Partners evidenzia però che il meccanismo che sottrae depositi alle banche greche (ritirati dai depositanti e detenuti in banconote o spostati ad esempio in Germania e Svizzera) sostituendoli con liquidità concessa dalla Bce rende il potere di ricatto della Grecia più grande e maggiori i danni per l’eurozona, diretti e da contagio, di una uscita greca dall’euro. Pertanto gli analisti evidenziano che, per quanto una vittoria elettorale il 17 giugno di Syriza possa rendere la rinegoziazione degli accordi attuali più complessa e incerta, è interesse di tutti cercare un compromesso e evitare una situazione sempre più intricata.

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