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A. Grech: la speculazione penalizza nuovamente la valuta di Eurolandia

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L’euro è sceso al minimo delle ultime due settimane a 1,3125 contro il dollaro per effetto delle speculazioni che la Francia, la seconda economia più grande in Europa, possa perdere il suo top rating sul debito sovrano. Secondo Bloomberg, è diventato ancora più costoso assicurare il debito francese contro un possibile default; i credit default swap legati ai bond francesi sono saliti di un punto base, raggiungendo quota 103, nel corso della giornata di oggi, avvicinandosi così al livello record di 105 registrato nel mese di novembre.

Ciò implica, secondo un commento rilasciato da Anthony Grech, analista di IG Markets, un rating sul debito pari a Baa1, ovvero inferiore a 7 livelli di Moody’s rispetto all’attuale rating di Aaa. Al momento l’Euro non ha ancora assorbito un eventuale downgrade del rating del debito francese. Per evitare che ciò accada, sottolinea l’esperto, la Francia deve riuscire a dimostrare che può ridimensionare il proprio deficit.

Il 17 dicembre, Moody’s ha abbassato il rating sul debito dell’Irlanda di 5 livelli, arrivando a Baa1, e il giorno prima aveva avvertito anche di un possibile downgrade della Grecia.

La scorsa settimana Standard & Poor’s ha invece puntato i riflettori su una review al ribasso del rating del Belgio. Con tutti questi downgrade certi e probabili, sarà quindi difficile per l’euro poter segnare costanti guadagni, sottolinea Grech. Venerdì i leader dell’Unione Europea si sono messi d’accordo per creare un meccanismo permanente anti crisi che mira a contenere futuri shock finanziari.

E’ sicuramente uno step positivo verso un equilibrio più stabile, ma devono ancora essere resi noti i dettagli in merito a tali misure anticrisi. Se si tarderà nel dettagliare le nuove misure adottate, i mercati potrebbero reagire con rinnovato nervosismo e si ripresenterebbe il rischio di nuovi rifinanziamenti, mettendo di nuovo i paesi europei in serie difficoltà per il reperimento di tali fondi. A pesare sull’euro oggi anche i nuovi commenti provenienti dalla banca centrale europea, la quale si è detta preoccupata per la regolamentazione irlandese per il risanamento del sistema bancario.

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