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A. Grech: la soluzione della crisi europea potrebbe spingere il WTI sopra quota 90$

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Andamento a due velocità per il prezzo del greggio nell’ultima ottava. Il West Texas Intermediate (+0,5% nella settimana) è stato supportato dal report del Dipartimento dell’Energia statunitense che ha evidenziato un inatteso calo delle scorte di 4,7 milioni di barili. Il Brent ha invece registrato un calo di quasi il 2% visto che l’uscita di scena di Gheddafi avvicina il pieno ritorno sul mercato dell’output libico.

“Attenzione al WTI -ha dichiarato Anthony Grech nel consueto Commodities Update di IG Markets- soprattutto se sarà trovata una soluzione alla crisi dell’eurozona. Da un punto di vista tecnico, la soluzione della crisi potrebbe permettere al WTI di violare la resistenza posta a 90 dollari il barile; nel caso, il successivo obiettivo sarebbe fissato a 100 dollari”.

Settimana con il segno meno per il prezzo del rame, sceso del 5,5% fin sotto quota 6.800 dollari la tonnellata in scia delle notizie in arrivo dalla Cina. Da un lato le quotazioni hanno pagato pegno ai dati sulla crescita del terzo trimestre, scesa al 9,1%, il dato minore degli ultimi due anni, e dall’altro una spinta ribassista è arrivata dalla volontà delle autorità di Pechino di frenare la pratica di utilizzare il rame come collaterale di garanzia per i crediti.

“Ulteriori tensioni -ha dichiarato Jana Pristovsek di IG Markets- sono arrivate dal Beige Book, il report preparato dalla Banca centrale statunitense, che ha evidenziato la debolezza dell’attuale congiuntura, e dal warning sulle vendite di rame nel 2012 annunciato da Freeport-McMoRan Copper & Gold, la seconda azienda mineraria del mondo”.