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A. Grech: quest’anno l’euro sarà influenzato dai processi di rifinanziamento dei PIGS

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Continuano i guadagni del biglietto verde, che grazie ai dati macro riesce a confermare e rafforzare la buona intonazione già mostrata nella mattinata. Se nel corso della prima parte il greenback aveva beneficiato delle minute del Fomc, dalle quali è emerso come i componenti del braccio operativo della Fed abbiano iniziato a discutere di una fine anticipata del QE2, nella seconda a sostenere il biglietto verde ci hanno pensato gli aggiornamenti macroeconomici.

A dicembre, secondo la stima Adp, il settore privato a stelle e strisce ha creato 297 mila nuovi posti di lavoro, il triplo rispetto al consenso, e l’Ism servizi si è portato a 57,1 punti, al di sopra dei 55,5 punti del consenso. In questo momento il biglietto verde quota 1,3154 contro la moneta unica, facendo registrare all’eurusd un calo dell’1,2%, mentre per acquistare un dollaro sono necessari 83,160 yen (+1,4%). Dollaro particolarmente tonico anche contro franco svizzero a 0,9659 (usdchf, +2%).

Nel corso della prima parte il Tesoro portoghese ha annunciato di aver collocato 500 mld di titoli a sei mesi. Il rendimento medio si è attestato al 3,686% (massimo storico), in decisa crescita rispetto al 2,045% dell´asta di settembre ma al di sotto del range 3,8-3,9% pronosticato dagli analisti. Merito della forte domanda, che ha superato l´offerta di 2,6 volte, contro le 2,4 volte di settembre. Sempre nel corso della mattina la moneta unica è risultata indebolita dalla decisione della Banca Centrale Svizzera di smettere di accettare titoli di Stato irlandesi come garanzia.

La SNB (Swiss National Bank) ad aprile aveva già bannato i bond targati Atene. Si tratta di una decisione che al di là delle ripercussioni pratiche finisce per aggiungere ulteriore pressione sui processi di rifinanziamento delle economie della periferia di Eurolandia. Secondo Anthony Grech di IG Markets “il timore che alcune nazioni europee abbiano difficoltà a finanziare il loro debito alla fine sarà il fattore principale per i movimenti dell’euro quest’anno”.

Per quanto riguarda i dati macro della prima parte, sotto le attese il +1,4% messo a segno dagli ordini all’industria europea di ottobre mentre l’indice dei prezzi alla produzione ha rispettato i pronostici registrando un +0,3% mensile. Indicazioni invece positive dall’indice europeo che tasta il polso al settore dei servizi. L’indicatore, sostenuto dai buoni risultati in Germania e Francia, a dicembre è salito a 54,2 punti, dai 53,7 di novembre.

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