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A. Grech: l’oro potrebbe scendere fino a 1.630 dollari l’oncia

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L’oro spot ha chiuso l’ottava in calo del 2,5% a 1.679,75 dollari l’oncia ed il saldo degli ultimi 3 mesi evidenzia una contrazione del 5,3%. “Ai prezzi correnti l’oro rappresenta un investimento interessante -ha dichiarato Anthony Grech nel consueto Commodities Update di IG Markets- visto che l’allargamento della crisi del debito sovrano alla Germania, la più grande economia europea, restringe il numero di asset rifugio a disposizione degli investitori”.

Attenzione però, “perché l’oro potrebbe continuare ad essere oggetto di vendite da parte di quegli investitori istituzionali che cercano di incrementare la liquidità”. “Gli indicatori tecnici -conclude l’analista- suggeriscono che è possibile che l’oro scenda ulteriormente fino a testare la media mobile a 200 giorni a 1.630 dollari l’oncia”.

Segno meno nell’ottava anche per il petrolio, in calo a 96,1 dollari. “La crisi della Zona Euro continua ad essere il principale driver delle quotazioni, che non hanno risentito del calo delle scorte statunitensi”, segnala Christopher Beauchamp di IG Markets. Un ulteriore spinta ribassista è arrivata dalla contrazione dell’attività manifatturiera cinese (Pmi manifatturiero sotto quota-50 a 48 punti).

“Fino a quando -continua Beauchamp- la crisi del debito della Zona Euro e le trattative sul bilancio degli Stati Uniti proseguiranno, la propensione al rischio dovrebbe rimanere debole, penalizzando ulteriormente i prezzi del Wti”.

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