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A. Grech: le notizie notizie in arrivo da Bruxelles potrebbero indebolire l’euro

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Dopo 3 giorni di guadagni, si ferma la risalita del dollaro in attesa degli appuntamenti cruciali dei prossimi giorni: venerdì è attesa la stima sulla crescita del terzo trimestre, poi l’appuntamento è con le elezioni di Mid-Term e mercoledì 3 riflettori puntati sulla Fed e sul nuovo round di allentamento quantitativo.

È proprio in scia delle dimensioni del QE2 che nelle ultime sedute il biglietto verde aveva recuperato terreno; ieri un articolo del Wall Street Journal ha invece ipotizzato nuova liquidità per poche centinaia di miliardi di dollari, decisamente al di sotto dei pronostici delle ultime settimane. La fine della risalita del dollaro questa mattina si è anche accompagnata con la forza della moneta unica, sostenuta dai dati sulla fiducia nella Zona Euro.

L’indice di fiducia economica ha registrato un aumento a 104,1 in ottobre dal 103,2 del mese precedente e la fiducia industriale avanza a 0 dal -2 di settembre. L’indice di fiducia dei servizi è rimasto invariato a 8, battendo le attese orientate per un calo a 7 punti. Indicazioni positive in arrivo anche dalle nuove richieste di sussidio statunitensi, scese inaspettatamente la scorsa settimana a 434 mila unità. In questo momento per acquistare un euro sono necessari 1,3894 dollari e 112,45 yen.

Secondo Anthony Grech di IG Markets l’andamento della moneta unica potrebbe risentire anche delle notizie in arrivo da Bruxelles, dove sono riuniti i capi di stato europei. Grech rileva che le “proposte di Angela Merkel rischiano di creare una spaccatura tra i leader, con quelli dei paesi più piccoli che stanno lottando per opporsi all’introduzione di un ulteriore dose di rigidità nelle regole destinate ad evitare un’altra crisi del debito nella regione”. Quindi, sottolinea l’analista, “attenzione, perché un disaccordo potrebbe compromettere il sentiment nei confronti dell’euro”.

Il biglietto verde perde terreno anche contro la divisa giapponese ed il pound, scambiando rispettivamente a 80,930 e 1,5924 dollari. Oggi la Banca del Giappone ha deciso all’unanimità di mantenere il tasso overnight call a 0,0-0,1%, come ampiamente previsto. Invariata anche la dimensione del programma di acquisto di asset della BoJ a ¥ 5.000 miliardi.

La banca centrale ha anche tagliato le stime crescita 2010 a +2,1% dal +2,6% precedentemente indicato. Confermato invece l´incremento del Pil dell´1,9% nel prossimo anno. Sempre dal Giappone, progresso tendenziale dell’1,2 per cento per le vendite al dettaglio a settembre, il tasso di crescita più basso da inizio anno.

Dall’Inghilterra calo minore del previsto della Confederation of British Industry’s (CBI) retail survey, che è scesa a 36 nel mese di ottobre dal massimo degli ultimi sei anni, registrato a 49 del mese precedente. Grech sottolinea che il pound ha invece perso terreno conto euro (eurgbp a 0,8725) dopo il report sui prezzi delle case di Nationwide, che ha registrato un calo dello 0,7% dei prezzi delle abitazioni ad ottobre.