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A. Grech: Goldman Sachs ed i fondamentali spingono al ribasso le quotazioni del greggio

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Il greggio con scadenza maggio nell’ultima settimana ha perso circa il 3% ed in questo momento quota in area 108 dollari il barile. Secondo quanto riportato da Anthony Grech nel Commodities Update di IG Markets, il greggio ha risentito di un report di Goldman Sachs, secondo il quale le quotazioni sono troppe care e che forse è giunto il momento di vendere. È poi arrivato un rapporto dell’International Energy Agency, che ha rilevato un rallentamento della domanda di petrolio. La ciliegina sulla torta è stata messa dal Dipartimento dell’Energia, che mercoledì ha annunciato scorte in aumento di 1,63 milioni di barili a 359,3 milioni mentre gli stock a Cushing, l’hub del greggio nordamericano, sono aumentate di 26 mila barili a 41,9 milioni, il massimo dal 2003.

In controtendenza Bank of America Merrill Lynch, secondo la quale i futures potrebbero superare i 140 dollari al barile nei prossimi tre mesi, visto che il consumo si espande “rapidamente” e che il conflitto in Libia ha limitato le forniture dal Paese Nord Africano.

In forte calo invece i prezzi del palladio, che scambia a 768 dollari l’oncia. Nel suo report Goldman Sachs ha fatto capire di voler chiudere le posizioni long sul platino, un movimento destinato a penalizzare anche il palladio, visto che in genere i prezzi dei due metalli si muovono in simbiosi. Le quotazioni hanno inoltre risentito delle possibili ripercussioni sull’economia globale del recente incremento dei prezzi dei prodotti energetici, che potrebbe fiaccare gli acquisti di auto e di conseguenza ridurre la domanda di palladio (marmitte catalitiche).

Da IG Markets Christopher Beauchamp evidenzia che la domanda nei prossimi mesi potrebbe essere sostenuta dai mercati emergenti, “dove la proprietà dell’auto continua a diffondersi”. Secondo Beauchamp “i prezzi delle materie prime potrebbero registrare una pausa, ma sono possibili ulteriori rialzi”.

E chiudiamo con lo zucchero, penalizzato dalla crescita delle forniture dall’India. New Delhi ha annunciato di aver incrementato le esportazioni di 500 mila tonnellate ponendo fine al lungo periodo di incertezza circa le esportazioni nel subcontinente. Una libbra di zucchero quota 23,16 centesimi di dollaro.

Beauchamp rileva che la tendenza ribassista di questa soft commodity potrebbe arrestarsi se il Brasile dovesse annunciare di non voler aumentare la produzione. Inoltre, secondo l’analista, la crescita delle quotazioni di petrolio potrebbe favorire l’utilizzo dell’etanolo. Beauchamp ritiene che nonostante i recenti sell-off “la domanda dai mercati emergenti spingerà le quotazioni dello zucchero, e delle altre soft commodity, nel medio termine”.

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