1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3.  ›› 

A. Grech: i funzionari giapponesi sperano in una soluzione positiva della crisi europea

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Giornata di guadagni per la moneta unica, che già tonica grazie alla notizia della creazione di un Direttorio dei Paesi europei virtuosi, nel corso della mattina ha beneficiato del balzo da 4,3 a 15,4 punti messo a segno dall’indice tedesco Zew a gennaio. Dopo il no alla proposta di ampliare il Fondo salva-stati (Efsf) la notizia del giorno è rappresentata dalla creazione di un club europei dei virtuosi, di coloro i quali cioè si possono fregiare della tripla-A, e cioè Germania, Francia, Lussemburgo, Finlandia, Austria e Olanda.

Indicazioni decisamente positive anche dall’asta spagnola di Titoli a 12 e 18 mesi. Il Paese iberico ha infatti collocato questa mattina 4,5 miliardi di euro di bond governativi a 12 mesi, con il rendimento sceso al 2,947% dal 3,449% dell´asta di dicembre. La domanda ha superato di 2,15 volte l´offerta. Inoltre sono stati piazzati 1,03 miliardi di euro di Titoli a 18 mesi, con il rendimento in calo al 3,367% dal precedente 3,721%. In questo caso la domanda ha superato di ben 4,11 volte l´offerta. In questo momento per acquistare un euro sono necessari 1,3373 dollari e 110,65 yen.

Dal fronte macro statunitense sostanzialmente in linea con le attese l’indice che misura l’andamento del manifatturiero dell’area di New York, salito a gennaio a 11,9 punti, e sotto il consenso l’indicatore di fiducia dei costruttori di case (National Home Builders, Nahb), che a gennaio si è confermato a 16 punti. Meglio del previsto invece i dati in arrivo dal Giappone, la cui produzione industriale ha novembre è salita del 5,8% anno su anno, mentre l’utilizzazione degli impianti da -2,3 è salita a 1,6.

Anthony Grech da IG Markets rileva come i funzionari giapponesi guardino con particolare interesse alla crisi del debito europea, poiché “qualsiasi aumento delle preoccupazioni per l’Europa potrebbe riportare gli investitori a cercare riparo acquistando la moneta giapponese”.

Particolarmente tonica la sterlina, che capitalizza le indicazioni sopra le attese arrivate dall’inflazione. Il Cpi a dicembre ha registrato su base annua un rialzo del 3,7%, contro il 3,3% del consenso ed il 2-3% del target fissato dalla Banca centrale. In aumento anche l’indice “core”, calcolato cioè al netto delle componenti più volatili (prodotti energetici e alimentari), che dal 2,7 di novembre è salito al 2,9%.

Nei prossimi mesi l’inflazione, alla luce dell’incremento dell’Iva e delle quotazioni dei prodotti energetici, è destinata a confermarsi agli attuali livelli. Il pound scambia a 0,8366 contro euro ed a 1,5977 nel cable (+0,5%), il cross sterlina/dollaro. Secondo Christopher Beauchamp, sempre da IG Markets “la speculazione su un aumento anticipato dei tassi spingerà probabilmente la sterlina verso l’alto nel breve termine”.

Penalizzato invece il dollaro canadese, che, in scia della conferma da parte della Bank of Canada del costo del denaro all’1% quota in calo sia rispetto al greenback, usdcad a 0,9925, e sia nel confronto con l’euro, con l’eurcad che sale a 1,3270.