A. Grech: il cross dollaro-yen in scia dei dati macro statunitensi

Inviato da Luca Fiore il Ven, 14/01/2011 - 18:44
Dopo un picco in quota 1,3456 l'euro-dollaro ritraccia ed in questo momento quota sostanzialmente stabile a 1,3344 dollari. Nel corso della prima parte la fiammata della moneta unica è da attribuire ai dati sull'inflazione tedesca, che con un +1,9% ha avallato i timori sulla tenuta dei prezzi in Eurolandia già espressi dal n.1 della Bce Trichet.

A dare un brusco colpo alla propensione al rischio, nonostante le indicazioni in arrivo dalle trimestrali Usa, il settimo rialzo consecutivo del coefficiente di riserva deciso dalla People's Bank of China, che ha incrementato la soglia di altri 50 punti base. L'obiettivo è sempre lo stesso, combattere l'inflazione, salita a novembre ai massimi da 2 anni al 5,1%.

L'atteggiamento di cautela degli investitori è stato rafforzato dai segnali contrastanti arrivati dal fronte macro a stelle e strisce. Indicazioni deludenti sono arrivate dalle vendite al dettaglio, che nell'ultimo mese del 2010 hanno messo a segno un +0,6% (consenso 0,8%), dai 72,7 punti del dato preliminare relativo la fiducia dei consumatori (U. Michigan) di gennaio e dalle scorte delle imprese, +0,2% a novembre. Sostanzialmente in linea con i pronostici l'inflazione, salita di mezzo punto percentuale a dicembre (+0,1% per il dato "core"), e sopra le attese la produzione industriale, che con un +0,8% ha doppiato il consenso.

La ricerca di asset considerati sicuri ha sostenuto la divisa giapponese, che quota 82,940 contro dollaro. per Anthony Grech di IG Markets "l'elemento essenziale per questo cross restano i dati economici degli Stati Uniti; se questi torneranno a mostrare una tendenza al miglioramento lo yen si indebolirà nel breve termine".

Per quanto riguarda le altre valute segnaliamo il buon comportamento della sterlina, a 0,8399 nell'eurgbp ed a 1,5881 nel cable, l'incrocio sterlina-dollaro. Da IG Markets Christopher Beauchamp rileva come la moneta d'Oltremanica sia stata sostenuta "dalle attese di un rialzo dei tassi da parte della Banca d'Inghilterra".
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