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A. Grech: confermato il trend rialzista dell’oro

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L’oro torna sopra quota 1.500 dollari l’oncia e mette a segno un rialzo settimanale di mezzo punto percentuale. “La buona notizia per le quotazioni- rileva Anthony Grech nel Commodities Update di IG Markets- è che i prezzi continuano a trovare supporto nella media mobile esponenziale a 70 giorni situata a 1.460 dollari e questo ci fa supporre che il trend rialzista sia intatto”.

Ma i prezzi sono sostenuti anche nei fondamentali. La Banca centrale cinese ha recentemente liberalizzato l’acquisto di oro fisico. La Cina, secondo i dati rilasciati dal World Gold Council (WGC), nei primi 3 mesi del 2011 sorpassato l’India diventando il maggior mercato mondiale per l’investimento in oro. Sempre secondo il WGC nel 2010 il Celeste Impero ha importato metà del suo consumo di oro poiché, come si legge nel report, “gli alti livelli di inflazione stanno spingendo gli acquisti di oro, anche in considerazione del fatto che le quotazioni nella prima parte dell’anno hanno rappresentato un occasione di ingresso sul metallo”.

“A marzo 2010 avevamo previsto un raddoppio della domanda cinese entro il 2020, oggi pensiamo che questo risultato possa essere raggiunto prima del previsto”, ha dichiarato Albert Cheng, responsabile del WGC per l’estremo oriente. “Le serie storiche indicano un calo delle quotazioni in maggio e giugno ed un rally ad agosto, prima della festività Diwali in India”.

Nell’ultima settimana il prezzo del petrolio ha invece registrato una leggera diminuzione (-0,54%) dopo esser tornato sopra i 100 dollari al barile in scia dei dati sulle scorte. Dopo le indicazioni positive arrivate dall’American Petroleum Institute (stock di benzina in calo di 676 mila barili), i dati l´Eia (Energy information administration) hanno rilevato che la scorsa settimana gli stock di greggio hanno messo a segno una contrazione di 15 mila barili a quota 370,31 milioni. Gli analisti avevano pronosticato un rialzo di 800 mila barili.

Da IG Markets Christopher Beauchamp sottolinea come le quotazioni siano state spinte al rialzo anche dal dato relativo l’utilizzo delle raffinerie, il cui tasso di utilizzo nell’ultima settimana è salito di 1 punto e mezzo percentuale all’83,2%, e dal conflitto libico. Secondo Beauchamp “non possiamo escludere ulteriori contrazioni dei prezzi anche se nel lungo termine la forza della domanda è destinata a sostenere le quotazioni”.

E chiudiamo con il granoturco, che nelle ultime 5 sedute ha registrato un rialzo di più del 12%. Le quotazioni sono state spinte al rialzo dalle cattive condizioni atmosferiche in Europa (siccità) e Stati Uniti (piogge eccessive) che hanno riportato l’attenzione degli operatori sulla scarsità delle scorte. L’analista di IG Markets sottolinea come i prezzi attuali, a 7,57 dollari per bushel, “abbiano allontanato gli acquirenti asiatici, che si attendono ulteriori rincari nelle prossime settimane”.