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A. Grech: il CME Group tenta di scoraggiare la speculazione sul Petrolio

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Nell’ultima settimana il prezzo del greggio ha registrato un calo di quasi un punto percentuale scendendo sotto quota 100 dollari il barile e toccando un minimo a 97,2 dollari. Le quotazioni hanno risentito del quinto incremento dall’inizio dell’anno del coefficiente di riserva obbligatoria per le banche cinesi e della riduzione delle stime sulla domanda di Wti nel 2011. Nel suo consueto bollettino mensile l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) ha detto di attendersi per il 2011 una domanda mondiale di petrolio a 89,2 milioni di barili al giorno, -190 mila rispetto al dato precedente.

Non solo. Le quotazioni sono risultate appesantite dal dato sulle scorte settimanali di greggio, salite di 3,78 milioni di barili a 370,3 milioni (livello maggiore dal maggio 2009), e dalla decisione del CME Group di alzare i margini per i futures su petrolio greggio, benzina e gasolio da riscaldamento sul New York Mercantile Exchange. L’aumento punta, come sottolinea Anthony Grech nel Commodities Update di IG Markets, “ad allontanare gli speculatori dal mercato”.

La nuova stretta in Cina ha spedito il rame ai minimi dall’inizio dell’anno in quota 8.500 dollari la tonnellata. Christopher Beauchamp di IG Markets evidenzia che “grazie agli acquisti effettuati nei mesi scorsi, gli acquirenti cinesi ora possono star lontani dal mercato ed attendere un calo dei prezzi”.

Tra le soft commodities, in calo anche il prezzo del cotone, che nelle ultime 5 sedute ha perso l’1,8%. Il record storico toccato sopra quota 200 centesimi per libbra ha allontanato gli acquirenti favorendo la ricerca di alternative, come il più economico poliestere, e la crescita delle coltivazioni. Beauchamp rileva che nel caso in cui venisse rotta la media a 200 giorni posta sotto quota 140 centesimi (attualmente il cotone quota 143 centesimi), il trend ribassista è destinato a rafforzarsi ulteriormente.