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A. Grech: argento, i prezzi potrebbero superare i 42 dollari l’oncia

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Argento ai massimi da 31 anni. L’oro dei poveri nell’ultima settimana con un guadagno di poco inferiore ai 10 punti percentuali si è riportato in quota 37,6 dollari l’oncia. Il metallo, utilizzato anche nell’industria, ha capitalizzato le notizie in arrivo dalla Libia ed i rinnovati timori sulla tenuta delle economie della periferia dell’Eurozona.

Anthony Grech nel Commodities Update di IG Markets rileva come il gold silver ratio, un indicatore che nasce dal rapporto tra il prezzo dell’oro e quello dell’argento, “attualmente si attesta a 38, non lontano dalla seconda deviazione standard di 34,07. Supponendo che il coefficiente scenda di due deviazioni standard dalla media di lungo termine ed il prezzo dell’oro rimanga ai livelli attuali allora l’argento potrebbe ipoteticamente raggiungere i 42,28 dollari l’oncia, +12% rispetto al prezzo corrente”.

Settimana di guadagni anche per il mais, spinto al rialzo dagli acquisti dalla Cina. Il mais, oltre che come alimento, è sempre più utilizzato per creare l’etanolo; secondo l’USDA il 40% del raccolto di mais l’anno scorso è stato utilizzato per la produzione di etanolo, sulla quale il governo Usa ha recentemente esteso i tagli fiscali. Da IG Markets l’analista David Choe resta ottimista sull’andamento delle quotazioni “eventuali cali possono essere letti come un’occasione di ingresso” anche perché “nel caso in cui le condizioni metereologiche dovessero peggiorare i prezzi sono destinati a crescere ancora”.

Indicazioni miste dai future sul gas naturale. Dopo un rialzo in scia delle aspettative sulla crescita della domanda giapponese, i dati di ieri sulle scorte hanno annullato parte dei guadagni. Secondo quanto rilevato da Christopher Beauchamp di IG Markets “quanto successo nello stabilimento di Fukushima potrebbe incrementare l’utilizzo del gas naturale per colmare il gap nella produzione elettrica, sia in Giappone che in altre parti del mondo”.

Ieri però le quotazioni dopo esser salite in area 4,4 dollari sono scese a 4,21 dollari per milione di Btu a seguito della pubblicazione dei dati sulle scorte. La statunitense Energy Information Administration (EIA) ha annunciato che gli stock settimanali sono scesi di 6 miliardi di piedi cubici, all´estremo inferiore del range 6-9 miliardi pronosticato alla vigilia dagli analisti.