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Gran Bretagna: la sterlina debole e l’estate calda risvegliano le vendite al dettaglio

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La svalutazione della sterlina, crollata ai minimi dal 1985 dopo il referendum del 23 giugno che ha dato la vittoria alla Brexit, e l’estate calda di Londra hanno risvegliato le vendite al dettaglio nel Regno Unito. A luglio le “retail sales” hanno evidenziato un aumento dell’1,4% rispetto al mese precedente, decisamente oltre le attese del mercato ferme a un +0,2%. Su base annua la crescita è stata del 5,9%, contro il +4,2% previsto dagli analisti.
L’estate calda ha favorito la vendita di abbigliamento e calzature, mentre la debole sterlina ha spinto i turisti ad accaparrarsi orologi e gioielli. Il dato odierno rivela che l’economia britannica ha iniziato il terzo trimestre con il piede giusto, nonostante nell’ultima riunione la Bank of England abbia deciso di tagliare nettamente le stime di crescita del Pil d’Oltremanica.
In quella riunione la BoE aveva inoltre tagliato i tassi d’interesse al minimo storico dello 0,25 per cento e aumentato il suo piano di quantitative easing da 375 a 435 miliardi di sterline. Dalla vittoria della Brexit il pound ha perso circa 12 punti percentuali nei confronti del dollaro Usa. I turisti non si sono lasciati sfuggire l’occasione: le vendite di orologi e gioielli a luglio sono infatti salite del 3,1% e del 16,6% su base annua.
Dopo il dato sulle vendite al dettaglio la sterlina ha rialzato la testa sul mercato valutario portandosi ai massimi delle ultime due settimane contro il biglietto verde. Il cambio gbp/usd mostra un progresso di quasi 1 punto percentuale in area 1,315, un valore assai lontano dagli 1,48 che si vedevano prima dello scorso 23 giugno.