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La Gran Bretagna scommette sulla sponda di Trump, Theresa May pronta al dumping fiscale

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In Gran Bretagna si infiamma l’operatività in seguito al discorso tenuto ieri dal primo ministro inglese Theresa May. La numero uno di Downing Street ha riacceso le speculazioni sulla sterlina, che nella seduta di ieri ha registrato il maggior apprezzamento giornaliero nei confronti del dollaro dal 2008, mentre al contempo l’indice FTSE 100 ha ritracciato verso il basso andando ad interrompere la serie positiva di 14 sedute consecutive chiuse al rialzo.

A scaldare il clima sull’isola di Sua Maestà sono state le dichiarazioni riguardanti l’uscita dell’area del mercato unico e dall’area doganale europea del primo ministro. Sebbene la stampa nazionale in Italia abbia inneggiato ad una Hard Brexit, per Gian Paolo Bazzani, amministratore delegato di Saxo Italia, “ieri ha preso il via una lunga partita a poker, con il Regno Unito che cerca di trarre il meglio da una situazione di evidente criticità per il Paese”.

La May ha sorpreso tutti con una mossa azzardata “sommessamente composta da due minacce nei confronti dell’Unione Europea – sostiene Bazzani – una sul piano economico, con il dumping fiscale volto ad attrarre capitali nel Paese da Usa e Cina, l’altra sul fronte politico, volta a cogliere la sponda fornita da Trump nei giorni scorsi”.

L’amministratore delegato di Saxo Italia ritiene che entrambe le strade che la May tenterà di percorrere non saranno facili per il destino del Paese. “Sostanzialmente il Regno Unito non ha ancora pagato il conto della Brexit, né in termini di occupazione né di prezzi, e nonostante la May tenti con decisione di imporre la sua linea, dimentica dei punti fondamentali relativi ai rapporti con gli Usa”, chiarisce Bazzani.

“Il Regno Unito è ancora un membro dell’Ue e fintanto che lo sarà non potrà stipulare alcun accordo bilaterale con gli Usa o con altri Paesi. Inoltre i negoziati sul commercio sono sempre lunghi e richiedono estrema peculiarità, con Trump che nonostante abbia deciso di schierarsi a livello mediatico a favore della Brexit, aspetterà prima la risoluzione delle trattive fra Londra e Bruxelles”.