1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Gran Bretagna: in recessione dopo la Brexit? Oggi la BoE

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
gran bretagna, brexit, boeSale l’attesa per la riunione della Bank of England (BoE), chiamata oggi a decidere sui tassi di interesse e il piano di quantitative easing. In questa occasione l’istituto londinese diffonderà anche il report trimestrale sull’andamento dell’inflazione. Con le nuove stime alla mano e dopo il nulla di fatto della volta scorsa, nella riunione del 14 luglio (leggi QUI), la BoE potrebbe annunciare un pacchetto di misure comprendente sia un taglio del costo del denaro, fermo dal marzo 2009, sia nuovi stimoli monetari (potrebbe essere rilanciato il piano di Quantitative Easing, “ibernato” dal luglio del 2012). E’ ciò che si aspetta la maggior parte degli analisti dopo l’esito del referendum dello scorso 23 giugno sulla Brexit. L’uscita del Paese dall’Unione europea potrebbe infatti far scivolare la Gran Bretagna in recessione. 
“Ci aspettiamo che la BoE apporti un taglio dei tassi di interesse almeno dello 0,25% nell’incontro del 4 agosto, annunciando contestualmente un pacchetto di ulteriori misure (anche se tra queste potrebbe non esserci l’acquisto di ulteriori titoli di Stato)”, conferma Steven Bell, capo economista di BMO Global Asset Management, che fa il punto della situazione e cerca di disegnare un quadro prospettico del Paese. 
L’esperto guarda all’ultimo aggiornamento, dopo l’esito del voto sulla Brexit, dell’indice Pmi Composite che ha mostrato la maggiore flessione dai tempi della grande crisi finanziaria del 2008-2009. “Sulla base di un modello di regressione e su alcune ipotesi, ciò indica una contrazione dello 0,4% del Pil nel terzo trimestre 2016, rispetto al trimestre precedente”. Secondo il capo economista di BMO Global Asset Management, il calo dell’economia della Gran Bretagna sarà breve ma drastico. L’impatto, precisa, dipenderà dalle politiche, ancora sconosciute, che saranno attuate e dai termini del divorzio tra il Paese e i partner europei oltre che dal prossimo annuncio autunnale del Cancelliere: “un’espansione fiscale significativa potrebbe facilmente compensare la discesa post-Brexit”, conclude.