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Gran Bretagna: il budget 2011 convince Moody’s, l’incognita principale rimane l’outlook economico

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Acque ancora agitate oltremanica sulle deboli prospettive economiche dell’economia britannica. Dopo il taglio delle stime di crescita annunciato ieri dal premier Osborne, oggi sono arrivate le deboli indicazioni dalle vendite al dettaglio. A febbraio il calo mensile è stato dello 0,8% rispetto al +1,9% del mese precedente. Il consensus era per un -0,6%. Venduta anche oggi la sterlina con il cross sterlina/dollaro sceso fino a 1,6148 dollari, in calo di oltre mezzo punto percentuale.


A tenere banco è il budget 2011 presentato ieri dal premier britannico George Osborne e che ha visto un’implementazione delle misure volte a stimolare l’economia. Misure che hanno raccolto il consenso di Moody’s. L’agenzia di rating  ritiene che le misure messe in atto dal governo Uk siano adeguate per combattere le attuali sfide economiche e fiscali riducendo così in maniera significativa il deficit e il livello del debito. “Il piano di consolidamento fiscale è un fattore importante per supportare il rating tripla A del Paese e l’outlook stabile”, rimarca Moody’s che però sottolinea come il rischio di un rallentamento economico potrebbe deteriorarne le prospettive. “Anche se le prospettive della crescita economica nel 2011 e 2012 non mettono direttamente in dubbio livello di rating sovrano del Regno Unito – recita la nota di Moody’s – noi crediamo che una crescita più lenta combinata con un consolidamento fiscale più debole del previsto potrebbe provocare nel Regno Unito un deterioramento del debito incompatibile con una tripla A di rating”. Moody’s ha ridotto le previsioni sulla crescita del Pil britannico nel 2011 all’1,6% dal 2% precedente.


Ieri il premier Osborne ha annunciato un taglio delle stime di crescita con l’Office for Budget Responsibility (OBR) che ora vede per quest’anno una crescita del pil britannico dell’1,7%, lo 0,4% in meno rispetto a quanto stimato lo scorso novembre. Le nuove stime formulate dall’OBR sono di una crescita maggiore negli anni successivi: +2,5% nel 2012, +2,9% nel 2013 e nel 2014 e +2,8% nel 2015.


Nel budget 2011 presentato dal governo spicca il taglio della corporate tax al fine di aumentare la competitività delle imprese britanniche. La tassazione scenderà dal 28% al 26% con un ulteriore calo del’1% annuo fino a scendere al 23% nel 2014. Sarà la più bassa dei Paesi del G7, il 7% in meno della Germania e l’11% meno della Francia. “In un decennio – ha rimarcato Osborne – siamo passati dal quarto al dodicesimo posto nel mondo per competitività, è necessario un cambio di rotta”.

“Il budget 2011 è chiaramente incentrato su nuove iniziative per cercare di stimolare la crescita sottolineano oggi gli esperti di Ing – presentando così un budget che risulta fiscalmente neutro poichè la nuova tassazione per tutta la durata del parlamento sarà compensata da sgravi fiscali e maggiori spese altrove”. Ing rimarca come un debole outlook economico rischia di comportare il mancato raggiungimento degli obiettivi sul debito fissati dal governo.


Il mercato guarda inoltre alle prossime mosse della Bank of England che deve fronteggiare un’inflazione in costante ascesa (attesa sopra il 5% nei prossimi mesi dal 4,4% di febbraio), ma non può trascurare i problemi legati alla debole crescita economica. Nell’ultima riunione del 9-10 marzo, il Comitato di Politica Monetaria della BoE ha confermato il costo del denaro allo 0,5% con una maggioranza di 6 votanti. 3 i voti contrari, 2 a favore di un incremento di 25 punti base allo 0,75% (Spencer Dale e Martin Weale) ed 1 per una stretta più vigorosa all’1% (Andrew Sentance). Il prossimo meeting è in agenda il 7 aprile. Il mercato stima una prima stretta monetaria nel secondo trimestre del 2011 e tassi BoE all’1% a fine anno. Nel quarto trimestre 2010 il pil britannico ha subito una bruisca frenata con un calo dello 0,6% t/t complici le abbondanti nevicate che hanno frenato l’attività a dicembre.

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