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Governo si smarca su Def 2018: solo aggiornamento previsioni, sarà nuovo governo a decidere su manovra correttiva

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Il MEF è al lavoro sul DEF 2018 per il solo aggiornamento delle previsioni e del quadro tendenziale di finanza pubblica. E’ arrivata secca la presa di posizione dell’esecutivo Gentiloni circa il dibattito partito negli ultimi giorni sui prossimi documenti di programmazione economico-finanziaria del Governo. La nota del Ministero del Tesoro sottolinea la necessità di fare chiarezza su quale sia la natura dei documenti che il Governo è obbligato a presentare in Parlamento, con particolare riferimento alla distinzione tra i contenuti descrittivi e i contenuti programmatici.

Ogni decisione sull’eventuale manovra correttiva spetterà quindi al nuovo governo. Il ministrero guidato da Pier Carlo Padoan fa chiarezza su quello che avverrà nelle prossime settimane con il DEF 2018 che si limiterà ad aggiornare le previsioni economiche e il quadro della finanza pubblica. Niente valutazioni sull’eventuale manovra correttiva che potrebbe chiedere Bruxelles (si parla di circa 3,5 mld).

Il Governo dovrà presentare il Documento di Economia e Finanza alle Camere entro il 10 aprile. Qualora il 10 aprile il Parlamento non avesse ancora espresso un nuovo Governo, l’attuale Esecutivo provvederà all’adempimento di legge, consapevole che alcuni di questi contenuti implicano impegni per il futuro che il Governo attuale non può assumere.

Pertanto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze è al lavoro per predisporre doverosamente il DEF 2018 limitandosi alla descrizione dell’evoluzione economico-finanziaria internazionale, all’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche per l’Italia e al quadro di finanza pubblica tendenziale. Al momento non viene formulato alcun nuovo obiettivo né tanto meno viene ipotizzato alcun nuovo impegno.

Il ciclo della programmazione delle finanze pubbliche potrà essere ripreso dal prossimo Esecutivo attraverso una integrazione al DEF o con l’adozione degli altri strumenti della programmazione, previsti dall’art. 7 della legge 196/2009: la Nota di aggiornamento del DEF, da presentare alle Camere entro il 27 settembre, e il disegno di legge del bilancio dello Stato, da presentare alle Camere entro il 20 ottobre.

Per quanto riguarda i rapporti con le autorità europee, il Programma di stabilità (corrispondente alla prima sezione del DEF) e il Programma nazionale di riforma (corrispondente alla terza sezione del DEF) devono essere presentati al Consiglio dell’Unione europea e alla Commissione europea entro il 30 aprile. Tuttavia, come è già accaduto in simili circostanze di attesa per la formazione di un governo in seguito ad elezioni in uno Stato membro, la Commissione europea ha già comunicato che attenderà l’insediamento del nuovo Governo per conoscerne gli intendimenti programmatici.

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