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Governo, Renzi: stima Pil 2015 rivista al rialzo a +0,9%. Dal 2017 arriva la “Digital tax”

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
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Emergenza immigrati, digital tax, la riforma del senato, l’abolizione delle tasse sulla prima casa, la prossima legge di Stabilità, e più in generale l’andamento del quadro economico italiano con le nuove stime di crescita per il 2015. Sono solo alcuni dei temi caldi del momento affrontati dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ieri sera durante la trasmissione de La7 “Otto e Mezzo“, condotta Lilli Gruber
Pil: riviste al rialzo le stime di crescita 2015
“Manovra finanziaria da circa 27 miliardi di euro, non ci sarà nessun sforamento sui conti. Anzi dal prossimo anno scende il debito”, ha dichiarato il premier che ha anticipato le nuove stime di crescita per il 2015. “L’Italia ha previsto per quest’anno una crescita del Pil dello 0,7%, ma nell’aggiornamento del Def che presenteremo venerdì in Consiglio dei ministri la stima della crescita passerà dallo 0,7% allo 0,9 per cento“, ha annunciato Renzi aggiungendo che “per il 2016 la previsione attualmente è dell’1,4%, e anche questa sarà leggermente rivista al rialzo”. 
Renzi non ha poi perso l’occasione per tornare sul tema della tassazione sulla prima casa a partire dal 2016 dopo l’annuncio delle scorse settimane. “Dal prossimo anno la tassa sulla prima casa non ci sarà più – ha affermato l’ex sindaco di Firenze – In Italia il catasto non è aggiornato dal 1939 e la definizione di casa di lusso o di benestante è impossibile da dare. Non se ne può più di questa storia della tassa sulla casa: la tassa sulla prima casa vale tre miliardi e mezzo, un terzo dell’operazione sugli ottanta euro, vale pochissimo”.
In arrivo la digital tax
E se un’imposta va via, presto un’altra arriverà. Si tratta di quella che della “Digital Tax”, la tassa sulle transazioni digitali, che dovrebbe partire dal primo gennaio 2017. “I grandi player dell’economia digitale mondiale – ha spiegato Renzi – che per me sono dei miti, come Apple e Google, hanno un sistema per cui non pagano le tasse nei luoghi in cui fanno business. Aspettiamo da due anni una legge europea, abbiamo deciso di attendere tutto il primo semestre del 2016 una decisione dell’Unione europea” ma se non ci sarà un intervento da parte di Bruxelles “immaginiamo una digital tax che vada a colpire con mezzi differenti da quelli immaginati in passato, per far pagare tasse nei luoghi in cui sono fatte transazioni“.  
E infine parlando di temi economici-finanziari Renzi si sofferma su Fiat Chrysler Automobiles. “La Fiat di oggi è una grandissima azienda e io la difendo – ha ammesso il presidente del Consiglio – Se c’è oggi una prospettiva a Melfi, a Pomigliano d’Arco è perché Sergio Marchionne, contro il parere di tanti intellettuali, ha scommesso su un piano industriale, ha convinto Obama e ha creato posti di lavoro. Per la Fiat di oggi farei un monumento a Marchionne: è un gruppo mondiale e spero faccia un accordo con Gm, anche se è molto difficile”.