Governo: Nomisma, "con crisi conti pubblici non vanno alla deriva"

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 30/09/2013 - 17:02
"La crisi di Governo non mette i conti pubblici su un percorso di deriva". Lo dichiara Sergio de Nardis, capo economista di Nomisma. "Abbiamo un bilancio a legislazione vigente, cioè senza ulteriori interventi di politica economica, che soddisfa i parametri numerici europei. Certamente nel 2014 - prosegue l'esperto - Per il 2013 occorre portare il deficit/Pil dal 3,1 entro il tetto del 3% per non rischiare la riapertura della procedura d'infrazione, prendendo in considerazione l'ipotesi di rinunciare all'eliminazione del pagamento della seconda rata Imu". Secondo Nomisma "la stupidità europea dei decimali, per cui 3,1 è un altro mondo rispetto a 3, ma finché siamo in questa partita e non abbiamo forza contrattuale per cambiarla dobbiamo adeguarci alle regole. Un'operazione di questo tipo è alla portata anche di un Governo di ordinaria amministrazione, che potrebbe trovare pure le risorse per il finanziamento della CIG in deroga per la parte finale dell'anno". Per de Nardis "non c'è bisogno, dunque, di un supervisore esterno che, in emergenza, rimetta in sesto conti lasciati a ruota libera per la crisi di governo. I mercati devono saperlo. Ed è uno spettro che non ha senso evocare per mero calcolo politico". "La crisi politica impatta sull'economia con l'aumento dell'incertezza - aggiunge de Nardis - Le tensioni sullo spread sono lì a testimoniarlo. Ciò è negativo per un paese già affetto dal credit crunch. E' ancor più negativo se le tensioni nel secondario dovessero trasferirsi in modo persistente sui rendimenti delle nuove emissioni di titoli pubblici, aumentando spesa per interessi e avanzo primario richiesto per contrastarla. E' l'altro canale attraverso cui passa il soffocamento delle deboli prospettive di ripresa".
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