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Governo Merkel al collasso, rumor su Twitter su Seehofer scatena caos e tramortisce l’euro

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La notizia fredda tutti, mercati compresi: il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer annuncia la fine dell’alleanza tra il suo partito CSU e il CDU, partito della cancelliera Angela Merkel, facendo collassare di fatto il governo tedesco. Panico: sui mercati si scatena il caos: l’euro – già piegato dal fattore Draghi – segna un tonfo immediato, così come la borsa di Francoforte.

Dovrà passare qualche minuto per capire che si tratta di una bufala, di una “fake news”. Il panico rientra, mentre Bloomberg e Reuters riportano le dichiarazioni di una fonte, esponente del partito CSU, che definisce “spazzatura” le indiscrezioni, rinnovando l’impegno a preservare l’alleanza parlamentare con i cristiano democratici di Angela Merkel.

L’emittente radiofonica Hessinscher Rundfunk, da cui sembrava si fossero diramati i rumor con un post su Twitter, chiarisce che quel tweet non proviene dal suo account.

Ma la reazione sui mercati c’è stata e c’è ancora: l’euro sbanda, puntando dritto verso il basso, nel momento in cui si diffondono le indiscrezioni, per poi risalire prontamente, quando si capisce che tutto è una fake news.

Non tutto, però, è una bufala.

Pomo della discordia tra Merkel e Seehofer è la questione dell’immigrazione. E’ noto infatti da ore che il governo Merkel è in crisi proprio sul tema della gestione dei migranti,  proprio a causa della posizione assunta dal partito CSU, considerato da sempre ‘gemello’ dei cristiano democratici della cancelliera.

Seehofer, ministro dell’Interno e presidente del CSU, è a favore della linea dura contro i migranti: la sua proposta è che la Germania inizi ad allontanare alcuni rifugiati al confine. Merkel, che dallo scoppio della crisi siriana ha indossato le vesti di paladina dei diritti civili, accogliendo a braccia aperta gli immigrati, rifiuta invece a priori una tale soluzione.

Da qui, l’alta tensione con Seehofer, che è scoppiata soprattutto nella giornata di ieri, alimentando titoli più o meno drammatici da parte della stampa tedesca: la crisi c’è e, se  è vero che molti esponenti del suo partito continuano ad appoggiare la sua linea, diversi membri del partito alleato guardano con favore alla proposta di Horst Seehofer, sfidando apertamente l’autorità della cancelliera.

I timori che il governo tedesco si spacchi sulla questione immigrazione non sono una fake news, ma sono sempre più concreti, visto che il CSU non sembra avere affatto intenzione di sostenere Merkel in quella soluzione europea che Angela continua ad auspicare.

Tanto che oggi il Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) scrive: “La soluzione europea di Merkel non arriverà mai“, riflettendo lo scetticismo che gli stessi tedeschi mostrano nei confronti dell’apertura che la cancelliera continua a mostrare verso i migranti.

FAZ scrive inoltre che l’ostinazione del partito bavarese a non fare un passo nella direzione di Merkel “non è del tutto irragionevole”.

“E’ poco utile – scrive l’editorialista Berthold Kohler – aspettare una soluzione europea, considerato il caso politico in cui si trocvano diversi altri paesi membri dell’Ue” .

Inoltre la posizione dei bavaresi è motivata dalle imminenti elezioni di ottobre in Baviera.

Recente è l’attacco che il premier bavarese del CSU Markus Soder ha rivolto in un meeting a porte chiuse contro il partito di estrema destra Alternative for Germany (AfD), accusandolo di essere “non bavarese” e di “non avere assolutamente nulla a che fare con la Baviera”.

Insomma, il CSU teme di perdere consensi nel prossimo appuntamento elettorale, che si gioca tra l’altro in casa, e questo è un motivo in più per mostrare la linea più dura, anche a causa del recente omicidio di una ragazza tedesca di 14 anni, che sarebbe avvenuto per mano di un richiedente asilo iracheno. Questo, alla luce dell’asse “Roma-Berlino-Vienna” chiesto dal cancelliere austriaco proprio nelle ultime ore per combattere l’immigrazione clandestina in Europa, e mettere in sicurezza i confini. Un asse ben visto, ovviamente, dal ministro dell’Interno e  vicepremier Matteo Salvini, che potrebbe ridisegnare la mappatura geopolitica europea.

Intanto, dopo aver sbandato l’euro conferma il recupero dell’inizio della sessione, tornando a superare la soglia di $1,16, bucata al ribasso nelle ultime ore per effetto delle dichiarazioni di Mario Draghi.