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Governo Letta: arriva la fiducia dal Senato. Berlusconi fa marcia indietro ‘non senza travaglio’

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Il Governo di Enrico Letta incassa la fiducia del Senato con 235 voti favorevoli e 70 contrari dopo l’ennesimo colpo di scena. Silvio Berlusconi, durante il suo intervento a Palazzo Madama, ha annunciato che il Pdl avrebbe votato la fiducia all’Esecutivo. “Abbiamo ascoltato con attenzione le dichiarazioni di Letta”, ha esordito Berlusconi.  “Abbiamo ascoltato i suoi impegni. Mettendo insieme tutte queste aspettative, il fatto che l’Italia ha bisogno di un governo e di riforme, abbiamo deciso non senza interno travaglio di esprimere un voto di fiducia“. Una mossa quella del Cavaliere giunta a sorpresa. Al termine del discorso del premier, Berlusconi aveva infatti riunito i suoi “fedelissimi” per decidere il da farsi. Le indiscrezioni che circolavano indicavano che il gruppo del Pdl avrebbe votato all’unanimità la sfiducia al Governo, con il leader di Forza Italia che sembrava volesse chiudere così lo spiraglio aperto al suo arrivo a Palazzo Madama quando aveva detto che avrebbe ascoltato il discorso di Letta per poi prendere una decisione. Al vertice però non avevano preso parte i dissidenti.

La mattinata si era aperta con il discorso del presidente del Consiglio Letta davanti l’aula del Senato. “L’Italia corre un rischio che potrebbe essere fatale, sventare questo rischio dipende da noi, dalle scelte che assumeremo, dipende da un sì o da un no”. “Gli italiani ci urlano che non ne possono più di ‘sangue e arena’, di politici che si scannano e poi non cambia niente”. E aveva annunciato: “Il governo che guido è nato in Parlamento e se deve morire deve morire in Parlamento, alla luce del sole“. “In poco tempo – aveva assicurato Letta – possiamo riformare la politica. In caso di crisi rischiamo elezioni che consegnerebbero il Paese all’instabilità. Con questa legge elettorale ci ritroveremmo di nuovo con le larghe intese”.

Il nostro obiettivo dichiarato da tempo è l’aumento di un punto di Pil nel 2014 e spero che la legge di stabilità sia l’occasione per dimostrare che il cambiamento in atto ma senza arretrare nel risanamento della finanza pubblica”. Letta aveva poi rassicurato la platea che gli impegni presi con l’Europa per il 2014 verranno rispettati” e nell’immediato verranno prese nuove misure che riporteranno il rapporto deficit/pil al sotto del 3% nel 2013. “Non vogliamo nuove tasse” e “vogliamo mettere il contenimento della spesa pubblica al centro della Legge di stabilità per il 2014”. Ma non esistono tagli di spesa facile, ha detto Letta, e per questo “va fatta con accortezza. Se andremo avanti chiederemo a Carlo Cottarelli (attualmente direttore del Dipartimento affari fiscali del Fondo monetario internazionale ndr), di diventare commissario della spending review“. Il premier poi si era soffermato sugli obiettivi già raggiunti dal suo Esecutivo. “Grazie al nostro governo gli italiani hanno pagato meno tasse per tre miliardi di euro” e “sono stati realizzati 1.700 milioni di riduzioni della spesa pubblica”.

Coraggio e fiducia è quello che vi chiedo. Mi appello al parlamento tutto, dateci la fiducia per realizzare gli obiettivi. Una fiducia che non è contro qualcuno, ma per l’Italia”, Così infine Letta rivolgendosi ai senatori di Palazzo Madama. “Concentriamoci solo su quello che dobbiamo fare, su quelle riforme che il Paese si sta stancando di chiederci”.