Governo: in serata il decreto anti crisi, prelievo sui redditi oltre 90mila euro. Ecco le ipotesi

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 12/08/2011 - 12:02
E' una giornata frenetica nei palazzi romani della politica. Il Governo cerca la quadra per arrivare al Consiglio dei Ministri delle 19.00 con le idee chiare per varare la cosiddetta "manovra di Ferragosto". Il nuovo decreto, che si aggiunge alla manovra da 48 miliardi di euro approvata lo scorso mese, dovrà consentire all'Italia di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013, come imposto da Unione Europea e Bce. Per raggiungere l'obiettivo, il Tesoro dovrà recuperare altri 25 miliardi di euro e rispettare la tabella di marcia spiegata da Tremonti: rapporto deficit/Pil al 3,8% quest'anno, nel range 1,7-1,5% nel 2012 e in pareggio entro la fine del 2013.

Ieri, durante un'audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, l'inquilino di via XX Settembre ha snocciolato le ricette per anticipare il pareggio di bilancio senza però scendere nei dettagli delle misure da intraprendere. Tremonti ha parlato di piena liberalizzazione dei servizi pubblici, riduzione più incisiva dei costi della politica, maggiore flessibilità del mercato del lavoro e maggiore rigore nella lotta all'evasione fiscale. Allineamento delle tasse sulle rendite finanziarie al 20%, con l'esclusione dei titoli di Stato, e accorpamento delle festività sulle domeniche.
 
Da qui si entra nel campo delle ipotesi, ma una voce circola nelle ultime ore con maggiore insistenza e riguarda un doppio contributo di solidarietà a carico delle fasce medio-alte. Per quanto riguarda i dipendenti privati, indiscrezioni di stampa parlano di un prelievo del 5% sugli stipendi sopra i 90 mila euro e del 10% per la parte eccedente i 150 mila euro (come applicato dalla manovra 2010 per i dipendenti pubblici). Per i lavoratori autonomi, dovrebbe scattare una maggiorazione sull'aliquota del 41% che normalmente si applica ai redditi sopra i 55 mila euro.

Per quanto riguarda la tassazione sulle rendite finanziarie (esclusi i titoli di Stato), come annunciato ieri da Tremonti, dovrebbe essere allineata al 20%, quindi a guadagnarci sarebbero i possessori di buoni postali e di depositi in conto corrente (tassa attuale al 27,5%). Inoltre, secondo indiscrezioni di stampa, potrebbe essere anticipato al 2012 l'aumento del costo bolli sui titoli. Nonostante il no di Umberto Bossi della Lega Nord, quasi sicuramente verrà aperto il capitolo pensioni. A livello previdenziale, le prime ad essere toccate dovrebbero essere le pensioni di anzianità, mentre allo studio ci sarebbero anche la revisione del tetto di reddito per gli assegni di accompagnamento, per i criteri di invalidità e una decisa accelerazione all'innalzamento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni. Su diversi quotidiani nazionali, si parla inoltre della "quota 100": per potersi ritirare in pensione, in sostanza, bisogna avere almeno 65 anni di età più 35 anni di contributi.
 
Sull'Ici delle seconde case potrebbe essere applicata un'addizionale speciale che permetterebbe di recuperare circa 6-7 miliardi di euro. Per il momento sembra essere stata accantonato l'aumento dell'Iva, a causa dello scontro su questo punto tra Berlusconi e Tremonti. Nei giorni scorsi erano già circolati i primi calcoli: in sostanza un solo punto in più dell'Iva potrebbe portare un tesoretto di circa 10 miliardi di euro. Le indiscrezioni parlavano di un aumento che andava a toccare l'Iva "ridotta" (attualmente al 10%) e quella "ordinaria" (al 20%), mentre non avrebbe dovuto subire rincari l'aliquota minima del 4%, ovvero quella applicata sugli alimentari e sulle abitazioni prima casa.

Tra le tante indiscrezioni che circolano sulla stampa, spunta anche l'idea dell'introduzione di un doppio ticket sanitario: uno da 10 euro per ricoveri e degenza un altro da 10 euro sul medico di famiglia. Infine, l'inasprimento della lotta all'evasione fiscale dovrebbe portare a 2.500 l'obbligo della tracciabilità dei pagamenti.

COMMENTA LA NOTIZIA