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Governo: alla prova della Legge di Stabilità, conto alla rovescia per trovare le coperture

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Il Consiglio dei Ministri che discuterà l’impianto della Legge di Stabilità è fissato per martedì 15 ottobre. Tuttavia, qualche indiscrezione è già trapelata e serve a capire quale impatto avrà sull’intera nazione l’ex Finanziaria. Va innanzitutto sottolineato che si tratta di una manovra che avrà la portata di circa 12-16 miliardi di euro, ma il suo principio ispiratore sarà comunque quello, almeno secondo le parole del premier Enrico Letta, di dare un po’ di respiro alle tasche degli italiani.
 

Ma come? Attraverso un aumento in busta paga per i dipendenti di circa 155 euro nel 2014, ma soprattutto attraverso una diminuzione del peso del fisco sui contribuenti italiani (il taglio al cuneo fiscale dovrà essere pari a circa 5 miliardi di euro). Un taglio è inoltre previsto anche sul costo del lavoro per le aziende, così da incentivare le assunzioni durante il prossimo biennio. Sono previsti, inoltre, nuovi incentivi al lavoro e una nuova imposta, la Service Tax, che nelle intenzioni dei suoi ideatori dovrà pesare sui contribuenti meno di Imu e Tares.

Se le intenzioni sono buone, i dubbi sorgono quando si parla di trovare le risorse finanziarie per metterle in pratica. I pareri in proposito sono abbastanza discordanti. Se, infatti, Letta si dice fiducioso di reperire i fondi soprattutto attraverso un ulteriore taglio delle spese, i sindacati accusano il premier di aver fatto fino ad ora solo proclami senza nessuna proposta concreta.

Susanna Camusso, leader della Cgil, parla di pagina bianca e nessuna proposta significativa e ricorda come, per la crisi di governo appena scongiurata, si sia perso quasi un mese di lavoro. Mentre il leader della Uil, Luigi Angeletti, dice di essere assolutamente contrario alle operazioni simboliche e di aspettarsi fatti dal Governo. Per Giorgio Squinzi i fondi per il taglio al cuneo fiscale potranno essere reperiti almeno in parte da una più accorta “spending review”, in particolare per quanto riguarda la spesa della Pubblica Amministrazione. Altri fondi, inoltre, potrebbero venire anche dalla dismissione di una parte del patrimonio immobiliare pubblico.

Pierpaolo Baretta, sottosegretario al ministero dell’Economia, sottolinea che saranno tre i piani di azione per reperire le risorse necessarie a coprire la manovra di Stabilità. Innanzitutto la spending review, poi il Piano Ceriani che rimodula le agevolazioni fiscali, infine il piano Giavazzi che riguarda le agevolazione alle imprese.