Governo accerchiato per evitare aumento Iva. Cgia propone sblocco di altri 7 mld a imprese

Inviato da Titta Ferraro il Gio, 19/09/2013 - 12:31
Il dossier Iva rimane scottante sul tavolo dell'esecutivo. Il profilarsi della concreta possibilità dell'aumento dell'Iva dal 21 al 22%, che in assenza di un intervento dell'ultimo minuto scatterà il prossimo 1° ottobre, ha provocato la decisa reazione dei vertici del Pdl. Ieri Renato Brunetta, capogruppo dei deputati del Pdl, hè stato chiaro nell'affermare che gli impegni presi dal governo alla sua nascita prevedevano che non aumentasse l'Iva a ottobre e quindi Letta deve onorare tale impegno altrimenti non ci sarà più la maggioranza.

Ha cercato di mediare oggi il sottosegretario all'Economia, Paolo Baretta. In un'intervista a "L'Economia Prima di Tutto" su Radio1 Rai, Baretta ha affermato che c'è ancora il 50% delle possibilità che l'aliquota non aumenti al 22%. "Noi non consideriamo ancora concluso nulla - ha affermato il sottosegretario - perché fino all'ultimo minuto stiamo cercando di dare una risposta ma non solo all'Iva, anche alla seconda rata dell'Imu, ad un ulteriore intervento sugli ammortizzatori sociali, al rifinanziamento delle missioni all'estero. Bisogna trovare più o meno 5 miliardi di euro".

L'eventualità dell'effettivo aumento dell'Iva già a ottobre spaventa sia le associazioni dei consumatori che i commercianti che paventano un effetto decisamente negativo sulle speranze di ripresa dell'economia italiana.  Confcommercio ha rimarcato che l'aumento amplificherebbe la già drammatica situazione dei consumi che, dopo aver chiuso il 2012 con un calo del 4,3%, si concluderà, senza interventi, anche quest'anno in negativo con un -2,4%.

Per il Codacons invece l'aumento dell'Iva avrebbe effetti nefasti sulle famiglie e anche sui conti pubblici. L'associazione dei consumatori rimarca come aumentare le tasse sui consumi non può infatti che determinare una contrazione del gettito. Il gettito Iva, infatti, nei primi 7 mesi dell'anno è già calato del 5% (-2.944 milioni). Dal settembre 2011, ossia da quando c'è stato il primo incremento dell'aliquota dal 20 al 21%, alla fine del 2012, il calo del gettito Iva è stato di 3,5 miliardi. Il crollo complessivo, quindi, dal primo incremento dell'aliquota ad oggi, è stato di quasi 6,5 miliardi di euro.
 
Cgia: risorse per 1 mld da sblocco immediato di 7 mld di pagamenti pa
La Cgia di Mestre oggi propone una possibile soluzione per recuperare il miliardo di euro necessario per evitare l'aumento dell'Iva per l'anno in corso, ossia sbloccando immediatamente altri 7 miliardi di euro di pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese creditrici. 
Il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, ritiene che questa proposta permetterebbe "da un lato di accelerare  lo sblocco dei pagamenti e ridare un po' di ossigeno alle imprese; dall'altro, grazie  al gettito Iva generato da questa operazione, eviterebbe l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto almeno per l'anno in corso, consentendo alle famiglie di non subire un'ulteriore stangata fiscale". "Se la Pa ne erogasse immediatamente altri 7 - ha dichiarato Bortolussi -   potremmo incassare un ulteriore miliardo di euro di Iva entro la fine di quest'anno che ci garantirebbe la copertura economica per finanziare il mancato aumento dell'imposta".
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