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Governi in panne sugli aiuti all’auto, Gm fa cassa con Suzuki

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In attesa di vedere tradotto in pratica il sostegno del presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, al settore dell’auto, General Motors si muove nel tentativo di arginare gli effetti della crisi sulle sue disponibilità di cassa. Gm ha infatti annunciato la vendita della quota residua detenuta in Suzuki Motor alla stessa casa giapponese. Il gruppo di Detroit cederà il 3,02% per 232 milioni in contanti, assicurandosi così almeno una boccata d’ossigeno in una fase di carenza di liquidità. In precedenza, nel marzo 2006, Gm aveva già provveduto a cedere una quota del 17% di Suzuki, con cui rimarranno comunque in essere accordi di collaborazione.


Già questa settimana il Congresso potrebbe però dare il via libera a uno stanziamento da 25 miliardi di dollari a sostegno del comparto. Ai democratici, fautori dell’intervento, potrebbero però non bastare i numeri nelle due Camere. Per questo si guarda molto alle mosse di Obama una volta alla Casa Bianca, per il quale è “assolutamente necessario dare assistenza al comparto dell’auto”. Negli Stati Uniti tuttavia esistono un nutrito schieramento di rappresentanti politici contrari a un intervento statale.

Intanto il dibatto sulla necessità di interventi di sostegno prende forza anche nel Vecchio continente. Il ministro delle Finanze tedesco, Peer Steinbruck e il responsabile dell’Economia, Michael Glos, hanno escluso un pacchetto di misure per sostenere l’industria automobilistica. In Francia invece il ministro dell’Economia, Christine Lagarde, ha chiarito che un eventuale intervento di sostegno dovrà venire prima a livello europeo, tramite la Banca Europea degli investimenti, e solo successivamente a livello di singoli Paesi.