Goodbye Sandy, da domani si torna alla normalità

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L’emergenza causata nell’east coast dall’uragano Sandy si avvia alla conclusione. Con la conta dei danni ancora da stilare, un bilancio provvisorio parla di quasi 100 morti (di cui 33 negli Usa) e di danni per 20 miliardi di dollari, l’incubo creato dall’uragano “del secolo” sembrerebbe (ironia della sorte alla vigilia di Halloween) ormai finito. 
Nel bel mezzo della campagna elettorale il presidente Obama ha dichiarato lo stato di calamità per lo stato di New York e per il New Jersey e Frankenstorm, come è stato ribattezzato Sandy, nel frattempo bocciata a tempesta tropicale, prosegue il suo cammino verso l’entroterra. 
Dopo due giorni di chiusura, non accadeva dal 1888, domani riaprirà anche Wall Street. Lo hanno annunciato rappresentanti del Nyse e del Nasdaq. A New York resteranno chiusi gli aeroporti e la metropolitana (il National Weather Service ha registrato a Manhattan un’onda record di 4,2 metri). 
“Siamo felici di essere in grado di tornare alle contrattazioni”, ha detto Duncan Niederauer, Amministratore delegato del NYSE Euronext. “Il nostro edificio e i sistemi informatici non sono stati danneggiati e i nostri collaboratori hanno lavorato per garantire l’apertura di domani”, ha detto il Ceo. 
La furia di Sandy ha spinto diverse società, tra cui Pfizer, Thomson Reuters, Office Depot e McGraw-Hill a rinviare la presentazione dei conti trimestrali. Oggi il Conference Board ha annunciato che la pubblicazione del report relativo la fiducia dei consumatori statunitensi è stata posticipata a giovedì primo novembre. 
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