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Goldman Sachs su UniCredit: titolo scambiato a forte sconto, alza target price. Promossa anche Intesa SanPaolo

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Qual è l’outlook delle banche italiane dopo le operazioni di salvataggio che hanno messo in sicurezza le banche venete, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, e Mps? Goldman Sachs presenta la sua view nel report appena reso noto (data 11 luglio, 2017), dal titolo: “Outlook post State interventions: Big vs. small divide to widen; Buy UCG (Conviction List)”. Ovvero “l’Outlook dopo gli interventi dello Stato: il divario tra le grandi banche e quelle piccole si amplierà. UniCredit da acquistare (titolo nella Conviction List).

Mentre il governo pone la fiducia sul decreto banche venete alla Camera, e l’Ecofin dà la sua approvazione al piano dell’Unione europea, volto ad affrontare la questione degli NPL (crediti deterioriati) e del mercato secondario per le loro cessioni; mentre il Comitato europeo per il rischio sistemico lancia un monito all’intero sistema finanziario dell’Europa, affermando che lo smaltimento degli stesso NPL è troppo lento, gli investitori internazionali guardano con interesse all’analisi di Goldman Sachs, che presenta anche gli outlook sui titoli UniCredit e Intesa SanPaolo.

Così si legge nel report:

“UniCredit viene scambiata a un valore pari a 8,8 volte il target sugli utili del 2019 (rispetto alle 10,3 volte del settore). Ciò significa che i mercati credono che (la banca) non riuscirà a centrare i suoi obiettivi”. Ma per gli analisti del colosso di Wall Street, il titolo UniCredit continua a essere scambiato a grande sconto rispetto alle quotazioni delle banche retail internazionali dell’Eurozona”. In uno scenario positivo degli utili, UniCredit avrebbe così un margine di rialzo fino a +60%.

Per ora, il target price di UniCredit è stato rivisto al rialzo del 9%, dai precedenti 20 euro a 21,7 euro, sulla base di aspettative di un costo dell’equity inferiore (9,25%, rispetto al 10% precedente), dovuto anche alla diminuzione dei rischi sistemici.

Nell’analisi si legge che la riduzione dei costi attesa per UniCredit si spiega con il progresso significativo registrato nel bilancio e con la ristrutturazione della redditività, risultati che si sono tradotti in una flessione significativa dei credit spread della banca nei confronti di Intesa SanPaolo.

Goldman Sachs afferma che fattori chiave di rischio sulla qualità degli asset sono rappresentati dall’instabilità politica in Eurozona, comunque “meno probabile dopo le elezioni francesi” e dall’eventuale indebolimento macroeconomico che sarebbe associato a essa. Inoltre, “i tagli dei costi potrebbero mettere a rischio la conservazione della quota di mercato nell’Europa occidentale, così come cambiamenti imprevisti nella regolamentazione potrebbero rappresentare un rischio per la crescita dei capitali”.

“Finora – scrivono gli analisti di Goldman Sachs – il focus su UniCredit si è concentrato soprattutto sui rischi al ribasso. Ora, con la riparazione del bilancio completata e i risultati relativi al primo trimestre che si sono confermati ben superiori alle attese, diventa importante valutare i rischi al rialzo: noi intravediamo cuscinetti di capitale capaci di assorbire gli choc per un valore di 1 miliardo di euro”.

In realtà, il piano di UniCredit volto a tagliare i costi totali del 14% “è ambizioso, a nostro avviso, ma finora è stato portato avanti bene, e il momentum commerciale non ne ha sofferto”. Inoltre, guardando al bilancio, “la riduzione degli NPE e i progressi sul capitale sono cruciali: queste saranno aree chiave da osservare” e, nel caso in cui UniCredit “dovesse continuare a centrare le attese, le attese del consensus potrebbero salire (al momento sono inferiori del 10% rispetto ai target sugli utili netti del 2019 fissati dal management), sostenendo il re-rating più vicino a quello delle banche retail dell’Eurozona multidomestiche. La finalizzazione del cosiddetto pacchetto di Basilea 4, alla fine di quest’anno, è anche essa un elemento chiave di catalizzazione”.